Agosto blues: perchè odiamo agosto…

Agosto è il mese della ferie, ma anche quello della solitudine

Agosto è il mese della ferie, ma anche quello della solitudine

di Dalila Giglio

 

Io, il mese di agosto, lo odio.

Da piccola lo detestavo perché era il mese che, facendo noi le vacanze a luglio, mi toccava trascorrere in un’allora realmente desolata Torino (oggi non lo è più, nemmeno il giorno di Ferragosto, sebbene i negozi siano quasi tutti chiusi, anche nelle zone centrali), senza, per quanto mi riguarda, aver molto da fare a parte svolgere i compiti delle vacanze e giocare con mio fratello; adesso, che sono grande, lo odio per una serie di ragioni che passerò, brevemente, in rassegna.

Anzitutto, odio agosto perché, come si dice dalle parti di mia madre, è “cap’e vierno”, che in italiano sta per “principio d’inverno”: dal punto di vista climatico, a causa del riscaldamento globale, adesso non è più tanto così, ma per quanto riguarda il calendario, continua a esser vero. Ad agosto segue settembre, il mese dell’autunno, quello delle prime piogge, dei primi freddi, delle foglie secche (d’accordo, a Torino le prime sono cadute a luglio, ma facciamo finta che non sia successo davvero), dell’inizio di un nuovo anno scolastico.

Ecco, la scuola, il secondo motivo per cui aborro l’ottavo mese dell’anno: la scuola mi è sempre piaciuta, l’ho sempre frequentata volentieri, addirittura sono diventata un’insegnante, però l’inizio dell’anno scolastico non ho mai smesso di patirlo. Il fatto di non avere la benché minima idea di che anno sarà, mi destabilizzava quando ero una studentessa e mi destabilizza ancora oggi che sono una docente.

Il Ferragosto: altra ragione per cui sono insofferente al mese di agosto. Ferragosto è per me come il giorno di Natale, ovvero un giorno in cui tutti sembrano essere davvero convinti di doversi divertire per forza perché è un giorno speciale, da onorare come tale, con la sola differenza che non ci si abbuffa in famiglia, stipati in una casa, ma in vacanza o nel corso di una gita fuori porta (il 15 di agosto va rigorosamente trascorso fuori dal proprio comune di residenza, a meno che non si abiti a Riccione o a Lecce), e non necessariamente in compagnia dei propri familiari.

Non minore sofferenza mi creano i negozi chiusi e le giornate che iniziano ad accorciarsi: al di là del fatto che trovare una panetteria o una farmacia aperta nell’arco di uno-due km può risultare un’impresa epica, sono proprio le saracinesche abbassate a crearmi malessere, evocandomi scenari apocalittici di guerre, catastrofi naturali, abbandoni in massa dell’urbe, malessere che avverto, identico, quando constato che inizia a far buio sempre prima e che di lì a poco alle 17 sembrerà che siano già le 22.

Infine, e questo è un motivo di livore che è, per ovvie ragioni, subentrato solo negli ultimi anni, detesto agosto perché è il mese dell’anno in cui i social network funzionano esclusivamente da “generatori d’invidia sociale”: il 98% degli utenti si affanna a pubblicare scatti continui delle vacanze che stanno vivendo, probabilmente nella speranza che gli altri (soprattutto quelli che le ferie non hanno potuto farle), oltre ad ammirarli nella loro beltà accresciuta dall’abbronzatura, schiattino d’invidia, senza mai pensare che, al di là di tutto, agli altri potrebbe anche non fregare nulla delle loro vacanze.

Mai avrei immaginato che la mia “sofferenza agostana” avesse un nome e, soprattutto, che fosse una vera e propria sindrome, per di più piuttosto diffusa; e, invece, qualche giorno fa, leggendo i quotidiani in rete ho scoperto che il mio patimento astioso ha un nome (anche intrigante), August Blues, che dura l’intero mese di agosto e che colpisce adulti e bambini con sintomi come stanchezza eccessiva, ipersonnia e iperfagia. Stando agli studiosi, le ragioni di tale malessere sarebbero da ricercare nell’ansia scatenata dall’imminente ripresa del tran tran quotidiano o dal timore di non essere riusciti a tener fede all’imperativo agostano di godersi appieno le vacanze.

Un po’ quello che avviene quattro volte al mese di domenica, quando si viene attanagliati dalla Sunday Blues, la malinconia per l’arrivo del lunedì col suo carico di responsabilità settimanali.

Inutile precisare che non sapessi nemmeno dell’esistenza di questa sindrome (sebbene avrei potuto facilmente immaginarla).

Eppure, io la domenica la odio, da sempre.

 

Agosto blues: perchè odiamo agosto…ultima modifica: 2017-08-23T13:24:49+00:00da giacomo-giglio
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