Barcellona: cosa risvegliano quelle immagini

Younes Abouyaaqoub, 23 anni, è sospettato di aver guidato il camioncino-killer

Younes Abouyaaqoub, 23 anni, è sospettato di aver guidato il camioncino-killer

Fonte: Corriere della Sera

 

E adesso, guardiamo le foto delle Ramblas devastate, le vittime riverse a terra, i feriti, lo choc indelebile degli scampati, e ci renderemo conto, ancora una volta, di come la strategia di questi mostri possieda una sua perversa efficacia. Non c’è scampo questa volta, non c’è nessun possibile palliativo, per noi. Noi europei, e in particolare noi mediterranei, senza nessuna retorica possiamo definirci popolazione locale, gente del luogo. Mi è sempre piaciuta l’espressione «sotto casa» per esprimere un particolare grado di accessibilità e vicinanza: ebbene, le Ramblas sono veramente, letteralmente sotto casa nostra. Guardo la lunga prospettiva verso il porto, gli alberi, la pavimentazione unica al mondo: quello è davvero un luogo della mia vita, della vita di innumerevoli persone come me, trasformato in un bollettino di guerra. D’accordo, potrei non esserci mai stato, come non si va in tanti posti, del tutto casualmente. Ma quanti, tra i lettori di questo giornale, non conoscono qualcuno — un parente, un amico, un collega — che quest’estate è andato a Barcellona, o si trova lì in questo momento, o era in procinto di andarci?

E’ a queste cose che ci costringono a pensare. In un pomeriggio d’estate come il maledetto pomeriggio di ieri, la caratteristica maggiore delle Ramblas è la folla: una marea di gente che procede verso il mare, o risale in su. È un incredibile, imprevedibile coacervo di destini, che la maggior parte delle volte si incrociano senza nemmeno sospettarsi, a volte si incontrano e si fondono, in una specie di infinità pedonale. Le immagini del massacro trasformano tutta questa bellezza in una specie di roulette russa. La nostra memoria personale delle Ramblas, e insieme a lei quella dei romanzi, dei film, dei racconti degli amici si riduce all’unico, amaro sollievo di non essere stati lì nel momento sbagliato. È questo che ci sta mettendo in ginocchio, che ci sta rendendo la vita impossibile. Sono abbastanza stufo di sentir dire che non prevarranno, perché in questo momento stanno prevalendo, e se non guardiamo in faccia la verità, se non ci rendiamo conto che dobbiamo riappropriarci della nostra vita, costi quel che costi, nessuno ci restituirà quella felicità di cui le Ramblas, fino a ieri, erano un sinonimo.

 

 

Barcellona: cosa risvegliano quelle immaginiultima modifica: 2017-08-20T13:53:00+00:00da giacomo-giglio
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