Maledetta Coppa!

Del Piero alla premiazione della finale persa del 2003

Del Piero alla premiazione della finale persa del 2003

di Giuseppe Lupoli 

 

Ognuno ha la sua croce ed anche la Juventus ha la propria: la Champions League, l’ex Coppa dei Campioni. Nove finali raggiunte, ma solo due vinte. La squadra più amata ed odiata del nostro campionato, che in Italia ha quasi sempre dominato, suscitando i sospetti dei numerosi detrattori, che parlano apertamente di una classe arbitrale assoggettata alla squadra torinese, ma che, in Europa, sul più bello, sembra terrorizzata a tal punto da non riuscire quasi mai a vincere questa coppa, ormai maledetta.

Le due vittorie, quella tragica dell’Heysel del 1985 e quella, decisa ai rigori, nel 1996 contro l’Ajax, non riescono a “pesare”, per i tifosi, quanto le sette sconfitte, alcune anche inaspettate. Ogni sconfitta ha la sua storia; la prima, nel 1973, fu contro l’Ajax di Cruijff, a cui bastò un gol di Rep per regolare la squadra bianconera.

 

Esattamente dieci anni dopo, ad Atene, una delle formazioni juventine più forti di sempre, che aveva (oltre che molti campioni del mondo di Spagna ’82) anche Boniek e Platini, perse contro una squadra molto meno quotata, l’Amburgo. Magath, con un gol da lontano, sconfisse la squadra italiana, diventando un idolo degli antijuventini di tutta Italia.

Ci furono le due vittorie del 1985 e del 1996 e poi iniziò il filotto micidiale di cinque sconfitte consecutive in finale. Marcello Lippi, dopo la vittoria romana, riuscì a raggiungere altre due finali nei due anni successivi. Nel 1997, l’avversario di turno fu il Borussia Dortmund, pieno zeppo di giocatori che avevano militato in Italia, come Heinrich, Sammer e Riedle e di ex bianconeri come Kohler, Muller e Paulo Sousa. Quella teutonica, sembrava la squadra più debole, con alcuni giocatori che andavano verso la fine della carriera. Invece, i tedeschi vinsero per tre a uno e l’unica nota lieta fu il gol di tacco di Del PieroL’anno successivo, nella partita contro il Real Madrid, che da più di trent’anni non sollevava il trofeo, bastò un gol di Mijatovic, in fuorigioco, per mettere ko la Juventus. Questo gol, così al limite, sembrò quasi rientrare nella legge del contrappasso, per i tanti contestatori della squadra torinese. Mijatovic, per questo gol e per la sua militanza successiva alla Fiorentina, piazza avversa ai bianconeri, diventò come Magath (molti anni prima) beniamino di milioni di persone.

Crujiff, in maglia bianconera, riceve la Coppa dei Campioni del 1973

Crujiff, in maglia bianconera, riceve la Coppa dei Campioni del 1973

 

Nel Nuovo Millennio, si iniziò con la sconfitta, ai rigori, nella finale tutta italiana del 2003, contro il Milan di Ancelotti. Una Juventus, bloccata e priva del suo miglior giocatore, prossimo al Pallone d’Oro, cioè lo squalificato Pavel Nedved, non riuscì ad essere pericolosa in attacco, tranne che nell’occasione di un traversa colta da Conte di testa.

Le ultime due, nel 2015 e quest’anno, contro squadre molto forti, come Barcellona e Real Madrid, hanno, invece, fatto vedere la differenza di caratura tecnica che c’è tra queste compagini e le formazioni italiane. I risultati finali, un tre ad uno ed un quattro a uno, fanno capire l’entità delle sconfitte.

La maledizione continua, con il passare dei decenni. E’ anche questo, un modo per rendere felici tante persone.

 

 

Maledetta Coppa!ultima modifica: 2017-07-13T09:48:18+00:00da giacomo-giglio
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