“Il caso e la probabilità” (la recensione)

Un testo che ci parla di argomenti "difficili" con un linguaggio accessibile

Un testo che ci parla di argomenti “difficili” con un linguaggio accessibile

di Dalila Giglio

 

Se vi venisse chiesta qual è la probabilità che in una classe di venti alunni ce ne siano due nati lo stesso giorno, cosa rispondereste? Presumibilmente, stimereste una percentuale piuttosto bassa: e sbagliereste, poiché la reale probabilità che in una classe di circa venti allievi ci siano due persone nate lo stesso giorno, si attesta intorno al 50%.

Lo stesso accadrebbe qualora vi venisse domandato d’indicare la probabilità che due connazionali che non si conoscono, abbiamo un amico o un collega in comune, nonché in molti altri casi riguardanti eventi ritenuti rari e improbabili e, come tali, riconducibili a quello che viene comunemente chiamato Caso.

E se il Caso, in realtà, non esistesse, e tutto fosse prevedibile, con un po’ di raziocinio e i calcoli opportuni? O se, invece, esistesse ma si beffasse di noi e dei nostri calcoli della probabilità?

È il dubbio che attanaglia, nel corso della lettura, i lettori de “Il caso e la probabilità – Le sorprese di una strana coppia”, il nuovo libro del Professor Giovanni Vittorio Pallottino, docente universitario di Elettronica già autore di numerosi testi e lavori scientifici.

In poco più di 150 pagine, Pallottino, con un linguaggio comprensibile ed efficace (seppur a tratti settoriale), trascina il lettore anche più estraneo o riluttante all’universo dei numeri, delle statistiche, dei grafici, dei teoremi e delle dimostrazioni, nel magico mondo della matematica e, soprattutto, della statistica, rendendolo temporaneamente alla sua portata.

Partendo dal concetto di probabilità, di cui fornisce tutte le possibili definizioni secondo i vari approcci, Pallottino passa in rassegna tutti quelle situazioni nelle quali essa sembra giocare un ruolo fondamentale, dedicando molto spazio ai giochi d’azzardo- dal lancio dei dadi, alla roulette, al gioco del lotto, alle scommesse calcistiche- e alla spiegazione, attraverso il metodo matematico e statistico, di come la stessa influenzi l’andamento degli eventi, ma trattando ampiamente anche altre tematiche attuali e inerenti la realtà concreta quali la previsione dei terremoti, le frodi elettorali, le assicurazioni sulla vita e sulla salute.

L’autore, pur concedendosi il lusso di dedicare ben due capitoli all’esposizione di concetti squisitamente statistico-matematici, non smette mai di mostrare come il Caso e la probabilità siano, anche solo indirettamente, strettamente connessi e quanto profondamente influiscano, nel bene e nel male, nelle nostre esistenze.

La chiusura del volume è affidata a uno sfizioso capitolo riservato alla proposizione e risoluzione di quesiti, problemi e paradossi.

Un libro forse più difficile da recensire che non da leggere e comprendere, naturalmente con la calma e l’attenzione che un testo del genere richiede.

Gli spunti di riflessione più interessanti, a mio avviso, arrivano da un paio di frasi citate nel testo: “il Caso non ha memoria”…”una sola osservazione può confutare un’asserzione generale ricavata da millenni di avvistamenti”.

A noi trarne le dovute conclusioni.

 

“Il caso e la probabilità” (la recensione)ultima modifica: 2017-07-11T13:10:01+00:00da giacomo-giglio
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