L’educazione sessuale è uno strumento per il futuro dei ragazzi

 

L'educazione sessuale è un argomento sempre più delicato, in un momento cui gli stimoli sessuali abbondano

L’educazione sessuale è un argomento sempre più delicato, in un momento cui gli stimoli sessuali abbondano

di Dalila Giglio

 

Come spiegare a dei bambini di dieci anni, o poco più, in cosa consiste e come avviene un rapporto sessuale?

In una scuola primaria del modenese hanno pensato di prendere la questione di petto, consegnando agli alunni di una quinta elementare del materiale didattico recante illustrazioni e testi piuttosto espliciti, che hanno suscitato, in alcuni dei piccoli discenti, una curiosità morbosa che li ha spinti a domandare ai genitori se anche loro si comportassero come l’uomo e la donna di cui parlava l’opuscolo ricevuto in classe. La questione è finita sui giornali, come era prevedibile, scatenando un dibattito sul tema dell’educazione sessuale nella scuola elementare.

Nel caso specifico, risulta difficile, per quanto di aperte vedute, non condividere, almeno in parte, lo sbigottimento dei genitori: non bisogna certo essere un pedagogista o uno psicologo per capire che far leggere a un preadolescente che “il pene grande e grosso dell’uomo penetra nella vagina inumidita della donna” e che i due lo fanno muovere avanti e indietro nell’organo genitale femminile provando un piacere intenso”, emettendo dei “rumori che forse sono uguali a quelli che, talvolta, hai sentito provenire dalla camera dei genitori”, non può che incuriosirlo morbosamente (magari facendogli apparire i genitori in un’inedita, inquietante prospettiva), se non turbarlo.

Le modalità scelte dalla scuola modenese per affrontare la spinosa questione dell’educazione sessuale ai bambini sono di certo condannabili in quanto inidonee all’utenza; il nocciolo della questione, però, è un altro, e riguarda, più che le modalità con cui impartirla, l’educazione sessuale stessa.

Va prevista o no, nella scuola primaria? E, in caso di risposta affermativa, è giusto che se ne occupino docenti formati per insegnare a leggere, a scrivere e a far di conto o, invece, sarebbe meglio che se ne occupassero degli psicologi o comunque dei professionisti adeguatamente istruiti per affrontare la questione nella maniera giusta?

Qualsiasi adulto, non necessariamente insegnante e genitore o entrambe le cose, facendo lo sforzo di mettere da parte facili bacchettonismi, è, infatti, perfettamente in grado di rendersi conto che fare educazione sessuale a scuola l’ultimo anno del ciclo è divenuto ormai necessario, sia perché viviamo in un mondo pregno di stimoli sessuali, anche per via della Rete, a cui la maggioranza dei bambini ha pressoché libero accesso, sia perché è giusto che essi si affaccino all’universo della preadolescenza con le idee chiare su un aspetto dell’esistenza che di lì a poco li riguarderà da vicino. Allo stesso modo, qualunque persona dotata di ragionevolezza ha consapevolezza del fatto che la sola educazione sessuale è insufficiente a formare futuri uomini e donne capaci di amarsi e di rispettarsi: all’educazione sessuale deve necessariamente affiancarsi l’educazione alla affettività e al genere. Non abbiamo, al momento, strumenti più efficaci per prevenire e scoraggiare fenomeni odiosi come lo stalking, il femminicidio, la violenza domestica.

Che, anziché improvvisare, finendo col somministrare ai piccoli studenti materiale che sembra essere a metà strada fra i classici testi dedicati al tema, pieni di illustrazioni recanti immagini di animali innamorati che copulano e concepiscono, le dispense di sessuologia per gli allievi delle superiori e Cinquanta Sfumature di grigio, ci si debba affidare a corsi o a progetti pensati appositamente per l’infanzia e tenuti da personale preparato, lo suggerisce il buon senso. E si spera che lo suggerisca presto anche al MIUR e a coloro che operano all’interno delle istituzioni scolastiche.

Fino a quando ciò non sarà possibile, è preferibile che gli insegnanti dell’area scientifica continuino a tenere la lezione sull’apparato riproduttivo prevista dal programma di quinta servendosi dell’ausilio del sussidiario, che da che mondo è mondo non ha mai turbato nessuno. Forse anche perché non ci ha mai indotto a pensare agli accoppiamenti rumorosi dei nostri genitori, né ci ha dipinto gli uomini come dei prestanti superdotati.

 

L’educazione sessuale è uno strumento per il futuro dei ragazziultima modifica: 2017-06-28T13:57:48+00:00da giacomo-giglio
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