Rodotà, un faro nella cultura e nella politica

Stefano Rodotà ci lascia una grande eredità

Stefano Rodotà ci lascia una grande eredità

 

Fonte: Huffington Post

 

È morto Stefano Rodotà, il mio Presidente, un faro nella cultura e nella politica. Un raggio di sole. Si è sempre espresso critico nei confronti della “Buona Scuola”, sempre contro i finanziamenti alle scuole private paritarie. Proprio oggi che leggiamo dello scandalo di Melito, un grosso comune alla periferia Nord di Napoli, tra Scampia e Secondigliano dove c’è un albergo che ospita centinaia di studenti provenienti da diverse regioni italiane. Devono sostenere gli esami di stato presso l’Istituto Voltaire, scuola paritaria del vicino quartiere napoletano di Secondigliano.

Decine di pullman ogni mattina arrivano davanti a questo istituto pieno di studenti. Lui, il mio Presidente avrebbe denunciato, urlato al mondo questa ingiustizia. Gino Strada diceva di Rodotà.” Credo che questo Paese sia ad altissimo rischio, sull’orlo del baratro e di una grande tragedia sociale. Penso che ci sia una persona come Stefano Rodotà che dà garanzie morali e civili e di impegno sui problemi delle persone: il lavoro, la sanità, la scuola. Sono orgoglioso e contento di supportare una candidatura come quella di Rodotà, che mi sembra la persona migliore in questo Paese per portarci fuori dalla deriva. “. Si è sempre schierato con gli insegnanti, ha deciso di sottoscrivere l’appello del comitato Articolo 33. L’articolo 33 della Costituzione che lui ha sempre difeso contro tutto e tutti. Lui, un uomo calabrese che la Costituzione la conosceva come conosceva le pieghe della sua pelle. Rodotà, che pur di cambiare questa Italia assente, si era proposto a nuove forze politiche, seppur sempre critico, assunto nei suoi principi indissolubili e sacri. A noi insegnanti, ci ha voluto difendere fino alla fine, fino alla fine della sua voce. La scuola per lui grande giurista, l’ha sempre pensata come Calamandrei, quella Scuola che non parla dell’avere ma dell’essere. Si è sempre impegnato per l’affermazione dei diritti di tutti. E i diritti sono il fondamento di ogni gesto e pensiero.

Stefano Rodotà è l’uomo che tutti abbiamo aspettato e non abbiamo mai avuto l’onore di acclamare. Diceva: “Senza il diritto al lavoro la persona perde la sua dignità. “. E il grande cosentino, dagli occhi del mare di Calabria, e l’onore dei giusti, oggi ci ha lasciati. Ma il suo pensiero, le sue verità e il suo coraggio non ci abbandoneranno mai. Lui, piccolo grande uomo di Calabria che ha sfidato tutto con la sua intelligenza e il suo rigore, con la sua dignità e la sua rispettabilità. Ciao Stefano, mi sentivo protetta da te, come da tutti gli uomini che delle proprie convinzioni fanno la loro vita, delle loro sicurezze fanno un porto sicuro, che delle loro certezze le hanno sempre messe in discussione. Sei stato il mio Presidente, la mia baia dove potevo fermarmi e ascoltarti e leggerti. Ora non sei più qui tra noi, ma sarai sempre più importante per la nostra debole Italia. Arrivederci grande uomo calabrese, con gli occhi color del mare e la vita dedicata alla vita.

 

Rodotà, un faro nella cultura e nella politicaultima modifica: 2017-06-26T13:21:33+00:00da giacomo-giglio
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