Italia – Uruguay: una classica (di mezza estate)

Il fischio d'inizio di Italia-Uruguay

Il fischio d’inizio di Italia-Uruguay

di Giuseppe Lupoli

 

Mercoledì 7 Giugno si è giocata a Nizza la partita amichevole Italia-Uruguay, una “classica” del calcio internazionale, vista la tradizione e le vittorie, che anche la squadra sudamericana può vantare. La città di Garibaldi, che da sempre ha un forte legame con il nostro Paese, ospita per motivi di lavoro e di turismo molti nostri connazionali. Infatti, sugli spalti del moderno stadio della città francese, l’Allianz Riviera, c’era una predominanza di tifosi italiani, anche se i tifosi uruguagi erano presenti in buon numero e piuttosto rumorosi.

 

In campo, si è vista una buona partita, al netto della stanchezza dei giocatori, arrivati alla fine della stagione. L’Uruguay non aveva a disposizione i suoi due fuoriclasse d’attacco: Cavani e Suarez. Nell’insieme, comunque, l’esperto Ct Tabarez può contare su una squadra solida, che fa della “garra” e del temperamento gli aspetti portanti del proprio calcio. Alcuni elementi, non molto pubblicizzati sui mezzi di comunicazione, come il capitano Maxi Pereira, l’ex Juventus Caceres ed il portiere Muslera, possono dire la loro ad alti livelli e confrontarsi molto bene con le grandi nazionali del calcio internazionale.

L’Italia di Ventura è un mix di senatori e giovani speranze che, con il tempo, iniziano a trovarsi sempre di più negli schemi di gioco del tecnico genovese e fanno ben sperare per i prossimi anni. In porta, Donnarumma ha preso il post di Buffon ed in difesa, oltre i soliti Barzagli, Bonucci e Chiellini si sono potuti vedere all’opera, sulle fasce, anche Darmian e Spinazzola, che giocano ormai come veterani e con una sicurezza veramente incoraggiante. A centrocampo, si notano le maggiori difficoltà, senza Verratti, perché il generoso De Rossi fatica a tenere in piedi il reparto, senza Marchisio, infortunatosi nel primo tempo e  con un Montolivo sempre troppo compassato nel ritmo. Davanti, le fasce sembrano ben occupate dai vari Candreva, Insigne, Bernardeschi ed El Shaarawi, anche se il talento napoletano sembra essere una spanna sopra tutti gli altri ed è da lui che si spera, che nel futuro, possano partire le giocate più importanti. In attacco, Immobile e Belotti, sempre generosissimi, sono sembrati un po’ “cotti” dalla lunga stagione con i rispettivi club di appartenenza. Eder sembra un valido rincalzo che si può far trovare sempre pronto.

La vittoria per tre a zero sembra un po’ troppo generosa per i nostri azzurri: un autogol di Gimenez, orfano del suo esperto compagno di difesa Godin, ha facilitato di molto la partita dell’Italia. Gli altri due gol, quasi a fine partita portano la firma di Eder e De Rossi,che supera Paolo Rossi come reti in Nazionale. L’arrivo, nei prossimi mesi, di altri giovani giocatori, provenienti dall’Under 21, come ad esempio Caldara e Conti, può migliorare la qualità della squadra azzurra. Il gioco è andato bene a sprazzi, ma ciò che colpisce di questa Italia, con tanti componenti, poco avvezzi al calcio internazionale, è la tranquillità mostrata, anche dal suo condottiero Ventura – che dà l’idea di saper bene dove portare la nostra Nazionale.

Speriamo che questa partita, in una notte di mezza estate, non ci abbia dato solo delle mezze speranze, ma si dimostri l’inizio di un bel periodo per una Nazionale, così giovane e promettente.

 

Italia – Uruguay: una classica (di mezza estate)ultima modifica: 2017-06-13T12:07:07+00:00da giacomo-giglio
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