Grillo e Renzi boccheggiano, la destra avanza

 

Beppe Grillo, ieri al seggio della sua città, Genova.

Beppe Grillo ieri al seggio della sua città, Genova.

di Giacomo Giglio

 

Il sottovalutato turno elettorale dell’11 giugno, che si è svolto in un clima pienamente estivo, ha restituito un’immagine ben chiara del Paese, vale a dire quella di un panorama di macerie, di detriti sparsi e di progetti annacquati.

Il già citato clima estivo ha certamente avuto il suo peso: l’astensione, altissima, ha toccato punte astronomiche in Liguria (a Genova ha votato solo il 47% degli aventi diritto) e in Emilia Romagna, segno che molti elettori hanno preferito le spiagge all’urna elettorale. Un astensionismo-record che, peraltro, si è registrato nelle stesse ore anche alle elezioni legislative francesi – dove ha votato appena il 50% degli elettori – e che rappresenta una campana a morto per la salute delle democrazie europee.

Significativa è poi stata l’affermazione al primo turno di Leoluca Orlando a Palermo: già sindaco per ben cinque volte, Orlando ha saputo creare attorno a sè l’aura di un uomo al di fuori dei partiti (pur essendo espressione del centrosinistra), e lo stesso si può dire di Pizzarotti a Parma. Le prestazioni del Movimento Cinque Stelle e del Partito Democratico sono invece specularmente deludenti: il M5s, dopo vari errori di immagine e di sostanza, non ha saputo centrare il ballottaggio nè a Genova nè a Parma; il Pd si è qualificato invece a molti ballottaggi (spesso grazie all’appoggio decisivo di liste locali) ma parte sfavorito in gran parte dei duelli previsti per il 25 giugno.

Il centrodestra, complessivamente, ha ottenuto i risultati migliori, e ciò fa sospettare che i litigi continui tra i maggiori partiti (Pd e M5s) siano benefici per Salvini e Berlusconi. Pur essendo diviso su molti fronti, il centrodestra ha saputo presentarsi unito in molte realtà, e a Genova ha saputo efficacemente interpretare le istanze di sicurezza dei cittadini (Genova è una città che negli ultimi anni ha subito una vera “invasione” di immigrazione proveniente dal Sud America e dall’Asia).

L’elettorato, stanco e sfiduciato, sembra affaticato dallo stantio duello tra Renzi e Grillo: una contrapposizione che aveva ben rappresentato il Paese nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, ma che ora appare superata dalla realtà. Senza una concreta e reale svolta, sarà la destra a raccogliere i frutti della lunga, indecifrabile e pericolosa crisi politica italiana.

 

Grillo e Renzi boccheggiano, la destra avanzaultima modifica: 2017-06-12T12:27:59+00:00da giacomo-giglio
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