La ricchezza? Dipende più dalla fortuna che dal merito!

 

Secondo Oxfam, 62 "fortunati" detengono la ricchezza di circa 3,5 miliardi di persone.

Secondo Oxfam, 62 “fortunati” detengono la ricchezza di circa 3,5 miliardi di persone.

Fonte: BBC – traduzione a cura di  Noemi Delia 

 

Il Regno Unito soffre dai più alti livelli di disuguaglianza dei redditi in Europa – in parte a causa delle illusioni dei suoi ricchi. Nei paesi in cui i ricchi possiedono meno, tendono anche ad essere meno megalomani. Nel Regno Unito non è sorprendente leggere che un banchiere d’investimento pensi che 100 milioni di sterline siano un sacco di soldi, ma “non una quantità mostruosa di denaro”. In una relazione del quotidiano The Guardian all’inizio di questo mese, abbiamo anche sentito che un banchiere particolare sia “abbastanza confidente” del fatto che un individuo guidato e appassionato potrebbe “partire da zero e arrivare a 100 milioni di sterline entro 20 anni“.

Tuttavia, c’è speranza. Nel rapporto di ricerca che ha dato il via a questa ultima serie di notizie, Katharina Hecht della London School of Economics e Political Science ha scoperto che un terzo del suo campione di persone estremamente ricche (che lavorano nella città di Londra) hanno convenuto che “il governo dovrebbe ridurre le differenze di redditi”. Il campione è estremamente piccolo e non erano mai state fatte domande simili prima. Nel 2016 a New York, cinquanta milionari scrissero al governatore dello stato, Andrew Cuomo, chiedendogli di aumentare le loro tasse perché pensavano che le diseguaglianze economiche fossero troppo cresciute. Il gruppo comprendeva Abigail Disney, nipote di Walt Disney e Steven Rockefeller, membro di quarta generazione di una famiglia molto ricca. Nessuno crea ricchezza dall’etere come suggerisce la frase mitica sui “creatori di ricchezza”. La maggior parte della ricchezza è appropriata, non fatta. La ricchezza può crescere ma solo quando è ben condivisa, non concentrata nelle mani di pochi. I tassi di crescita della ricchezza sono più alti nei paesi più equi.

Quattro anni dopo il grande crash finanziario, Michael Lewis, una delle persone di maggior successo che ha mai scritto sull’industria finanziaria, ha cercato di spiegare a un gruppo di laureati dell’Università di Princeton perché la maggior parte del suo successo (e di quello del pubblico in sala) sarebbe avvenuto grazie alla fortuna. Le persone non amano veramente sentire il successo spiegato come fortuna – soprattutto le persone di successo. Preferiscono raccontarsi la storiella secondo la quale il loro successo era in una certa misura inevitabile; non vogliono sentirsi dire che hanno avuto fortuna, insomma.

Il mondo del quale Lewis parlava non era il vero mondo, ma quello visto dalle élite in paesi ineguali. Per “mondo” si parlava in realtà dell’America e in particolare si parlava del “sogno americano” – l’idea che qualcuno possa fare successo se possiede abbastanza talento, a prescindere di quanto il contesto sia economicamente disuguale. Quelli che fanno soldi spesso non hanno molti talenti. Il sogno americano è un mito, proprio come la fantasia del banchiere d’investimento di Londra, secondo il quale ognuno può guadagnare cento milioni di sterline in pochi anni.

Quelli che fanno soldi spesso non sono molto talentuosi. Migliaia di altri avranno lavorato duramente come loro, saranno stati altrettanto avidi come loro, ma non hanno avuto la stessa fortuna. Spesso, coloro che fanno soldi hanno avuto i soldi in primis attraverso eredità che hanno aumentato le loro possibilità; Ma è sempre questione di fortuna. Non credete al mito del simpatico, gentile, dotato, imprenditore autosufficiente. Viviamo in un mondo in cui coloro che sono arrivati al vertice non lo hanno fatto grazie al merito, perché hanno spesso avuto qualche vantaggio ingiusto, come essere nato maschio, bianco e ricco, o spesso perché erano a calpestare senza pietà le chances degli altri. Il mondo non è costituito da pochi esseri superiori che possono fare ciò che vogliono grazie alle loro possibilità e una massa piena di esseri inferiori che non potrebbero mai fare queste cose, e quindi dovrebbero essere penalizzati in modo inappropriato.

La ricchezza? Dipende più dalla fortuna che dal merito!ultima modifica: 2017-06-08T18:55:10+00:00da giacomo-giglio
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