Accelerazione tecnologica: un futuro senza lavoro?

 

"Un futuro senza lavoro", ultimo libro di Martin Ford, parla dell'avanzata tecnologica odierna

“Un futuro senza lavoro”, ultimo libro di Martin Ford, parla dell’avanzata tecnologica odierna

di Anna Iatì

 

Nell’arco dei prossimi anni la rivoluzione tecnologica rischia di portare ad un’era incentrata sulla disoccupazione. A questo proposito lo scrittore ed imprenditore Martin Ford, nel suo libro “Il futuro senza lavoro” analizza quelli che sono le problematiche legate al progresso tecnologico ed a come questo generi disoccupazione.

Fino ad oggi la storia smentisce questo presagio riguardo le nuove tecnologie, infatti ricordiamo come le rivoluzioni industriali abbiano creato anche posti nuovi di lavoro, anche di rilievo maggiore.

All’interno del suo libro, però, Martin Ford smentisce quest’ipotesi sottolineando come l’automazione diffusa, a seconda dei dati, abbia fornito meno posti di lavoro di quelli che sono stati sostituiti dalle macchine.

Citiamo a proposito l’avvento dei veicoli a guida autonoma e le stampanti 3D che sono capaci di produrre un edificio abitabile in poche ore. Si possono definire come “macchine che vanno al di là delle loro capacità”, questo perché svolgono funzioni sempre maggiori come se avessero addirittura “voglia di imparare”.

Non si può certo nascondere che in certi casi queste macchine sono più efficienti degli esseri umani stessi. Questo, d’altro canto, mette a rischio non solo gli impieghi nelle fabbriche ma anche quelli impiegatizi.

Martin Ford, che opera nel settore dell’intelligenza artificiale da 25 anni, pone accento sulla garanzia di almeno un salario minimo per tutti, in quanto trovandoci preparati potremmo avere l’opportunità di vivere in un mondo in cui si potrà disporre di più tempo libero e quindi anche di maggior benessere.

Quali sono allora le carriere per un futuro migliore? A questo proposito Ford sottolinea come sia meglio evitare una carriera legata alla routine e, quindi, prevedibile. Meglio prediligere i lavori legati alla creatività, tutti quelli per cui si può pensar “in modo originale”. Anche i lavori a stretto contatto umano e che comprendono servizi e relazioni complesse non sono particolarmente “a rischio” per il futuro.

A questo proposito bisogna riflettere sullo slogan “lavorare meno, lavorare tutti”, è errato pensarla così? Bisogna contare che ci sono lavori pagati molto poco per cui questa cosa non sarebbe possibile. Inoltre è un discorso applicabile al lavoro dipendente ma non a quello autonomo. Non vi è dubbio, però, che sarebbe un bene riuscire a trovare un equilibrio che porti più posti di lavoro e meno stress correlato al troppo lavoro.

Prendiamo come esempio attuale Uber, ebbene in futuro potrebbe essere immischiato anch’esso nelle problematiche relative all’avvento delle auto senza autista che porterebbero al licenziamento dei suoi autisti.

Proprio l’Italia, con percentuali di disoccupazione che superano il 10%, subirà una maggiore disoccupazione considerando che, anche in caso di ripresa economica, la rivoluzione tecnologica in corso sta interessando tutti i settori di mercato.

In conclusione, dobbiamo preoccuparci più sul lungo termine, il taxista che ad oggi si preoccupa di Uber dovrebbe pensare maggiormente al suo lavoro che un domani, nemmeno troppo lontano, sarà sostituito dalle automobili senza autista. Questa situazione interesserà molti settori per cui l’unica cosa che possiamo fare attualmente è guardare al futuro e farci trovare preparati all’avvento sempre maggiore delle “macchine”.

Accelerazione tecnologica: un futuro senza lavoro?ultima modifica: 2017-06-05T12:24:50+00:00da giacomo-giglio
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