Un trionfo già scritto

 

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In foto: Buffon solleva il trofeo dello Scudetto

di Giuseppe Lupoli

 

Anche questo campionato è finito, per la gioia di coloro che non sopportano il calcio e per il dispiacere di coloro che adesso, per qualche settimana, dovranno stare “a bocca asciutta” (anche a causa dell’assenza di eventuali Europei o Mondiali).

Ha vinto la Juventus guidata da Massimiliano Allegri, conquistando il sesto scudetto consecutivo. Vincere è difficile, riconfermarsi, ancor di più, ma il trionfo era preannunciato, perché, al di là delle solite polemiche, la squadra bianconera, oltre ad avere la rosa più forte e completa del campionato, essere abituata a vincere da diversi anni, non ha avuto, come ormai da diverse stagioni, la concorrenza dell’Inter e del Milan che, da sempre, sono le sue maggiori antagoniste. I bianconeri hanno sigillato il trionfo in campionato vincendo anche la Coppa Italia, dando l’idea che, per adesso, in Italia, probabilmente nessuno riesce a contrastarli adeguatamente.

Comunque, al di là della vittoria finale, questo campionato ha dato diversi spunti di riflessione. La Roma ed il Napoli hanno cercato di tenere testa, onorevolmente, alla capolista ed i partenopei hanno giocato, in molte partite, un calcio spettacolare, come raramente si vede in Italia. Maurizio Sarri è riuscito a fare coesistere tanti talenti contemporaneamente, facendo segnare, come una prima punta Mertens (28 gol), che in realtà è un giocatore offensivo, ma non un centravanti.

La grande favola della stagione è l’Atalanta di Gianpiero Gasperini. L’allenatore piemontese ha fatto esordire tantissimi giocatori della Primavera bergamasca come Conti, Caldara e Gagliardini, per rimanere ai nomi principali. Questa giovane squadra è andata a vincere a Napoli, dando una fortissima sensazione di estrema sicurezza nei propri mezzi ed è riuscita, con il raggiungimento del quinto posto, a qualificarsi all’Europa League. Ritroveremo molti di questi calciatori ad altissimi livelli, nei prossimi anni.

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In foto: Gasperini, artefice della grande stagione dell’Atalanta

Le due milanesi hanno avuto una stagione veramente grigia. L’Inter continua a non convincere e prima le proprietà prima quella indonesiana, poi quella odierna cinese, non hanno portato ai risultati sperati. La squadra rossonera, invece, è riuscita, contro i pronostici a vincere la Supercoppa Italiana, contro la Juventus, ma in campionato ha “steccato” troppe volte. Ad Aprile di quest’anno, una cordata, sempre cinese, ha acquistato da Silvio Berlusconi il Milan e sembra che ci sia la volontà di andare verso un forte rafforzamento della squadra.

 

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In foto: il passaggio del Milan alla proprietà cinese

C’è poi una terra di mezzo, con alcune squadre, come Fiorentina, Torino e Sampdoria, che sembravano poter far qualcosa di più ed ambire a dire la propria nella lotta per l’Europa League, ma così non è stato. Bisogna però rendere merito a queste squadre di stare facendo crescere prospetti giovani o giovanissimi di alto livello. In Toscana, Bernardeschi sta continuando ad accumulare esperienza ed il giovanissimo figlio d’arte Federico Chiesa, che gioca come ala destra, sta dimostrando di avere un gran talento. Il Toro ha mostrato, per diversi mesi, cosa può fare Belotti quando è “in stato di grazia”: un giocatore che ha la possibilità di diventare l’attaccante simbolo del calcio italiano del prossimo decennio. Altro nome fatto esordire, quest’anno, in maglia granata da Sinisa Mihajlovic, è il terzino sinistro Barreca, che ha mostrato quella giusta sicurezza per arrivare in alto. A Genova, sponda blucerchiata, invece, è emerso un gran talento, in questo caso, non nostrano, ma ceco, Patrick Schick. Un attaccante che farà parlare di se, in futuro, per la sua forza fisica e per la sua ottima tecnica.

Anche a causa degli impegni in coppa, il Sassuolo, non è riuscito ad incantare, come ha fatto negli anni scorsi. Il Genoa è una nobile decaduta, che con alla guida, prima Juric, poi Mandorlini, e poi di nuovo il croato, ha rischiato, seriamente, di essere retrocessa, anche a causa delle vendite a gennaio di Ocampos, Pavoletti e Rincon. Il neo promosso Crotone, con una straordinaria media punti, nelle ultime settimane, è riuscito nell’impresa di salvarsi.

Salutiamo le retrocesse (dalla terz’ultima) Empoli, Palermo e Pescara, pensando che, forse, una serie A a venti squadre è un “filino” eccessiva.

Aspettando che le proprietà cinesi mostrino la loro forza economica e facciano sul serio nel calciomercato, possiamo dire che, senza un loro intervento, c’è la forte probabilità di scrivere le stesse cose tra dodici mesi. Infatti, il campionato avvincente degli anni Novanta e Duemila è solo un lontano ricordo. La “salute” della Serie A, un po’ come l’Occidente in molti campi (anche più “seri”) è nelle mani della Cina.

 

Un trionfo già scrittoultima modifica: 2017-06-01T09:04:53+00:00da giacomo-giglio
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