Corea del Nord: un’intervista oltre i luoghi comuni

 

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Un panorama “aereo” di Pyongyang

Intervista a cura di Barbara Provvedi (foto di Matteo Bracali)

 

La Corea del Nord è sulla bocca di tutti: lo scontro “nucleare” tra Pyongyang e Washington ha monopolizzato i media internazionali per settimane e, spesso, sui media prevale un’immagine piuttosto stereotipata del Paese. Per capire di più circa questa nazione asiatica, abbiamo effettuato un’intervista a Giuseppe Zanichelli, che ha visitato la Nord Corea un mese fa grazie al tour operator Azalai Travel

 

1) Innanzitutto, iniziamo dall’attualità: da mesi i riflettori sono puntati sulla Nord Corea a  causa della svolta “militarista” impressa da Trump nei confronti della Corea. Com’è stato essere “dal vivo” a Pyongyang in questi giorni, che aria si respira?

 

Durante le provocazioni che il presidente Usa faceva nei confronti della Corea del Nord io, insieme al mio gruppo, ero appunto a Pyongyang ma non abbiamo avuto sensazione che i nordcoreani fossero particolarmente colpiti o spaventati, anche perchè le normali attività lavorative continuavano in modo normale. Io ho pensato che i nordcoreani fossero abituati a queste provocazioni.

 

2) Avete mai pensato vi fosse un serio rischio di guerra?

 

Personalmente non ho mai pensato a un rischio di guerra anche se dalle telefonate che facevo a casa le notizie date dalle nostre tv erano allarmanti; infatti, i nordcoreani erano in apparenza tranquilli e la nostra guida Kim ci rassicurava dicendo che loro abituati alle provocazioni americane e, comunque, ci diceva che da parte loro non avrebbero accettato tali provocazioni in quanto il loro armamento è pensato solo per una legittima difesa.

 

3) Parliamo della Pyongyang “turistica”. Quali sono le attrattive che hai apprezzato di più?

 

Le attrattive della capitale sono diverse: ci colpì subito la visione dell’imponenza delle costruzioni civile ben fatte e che danno subito la sensazione di lavori curati. Inoltre i grandi viali con poco traffico, i grandi palazzi del potere, i musei, le scuole e le università, i grandi parchi, la città della scienza e il palazzo dei bambini. Mi hanno colpito anche il lunapark, gli acquapark, il palazzo del ghiaccio, il circo e lo zoo molto ben curato, alla faccia di chi, per denigrare la Corea del Nord, scrive sui giornali che gli animali morivano di fame, mentre invece sono trattati con molta cura.

4) Un argomento ricorrente è il cibo. Quali piatti avete degustato? Avete avuto la possibilità di mangiare nei ristoranti locali?

Abbiamo sempre mangiato piatti locali, non vi sono piatti occidentali; però è impossibile tradurre i nomi dei loro cibi comunque se qualcuno è stato nei ristoranti cinesi presenti in Italia, qualche somiglianza c’è. Abbiamo mangiato prevalentemente pesce, pollo, soprattutto fritti e spaghetti di riso; non ho avuto nessun problema digestivo legati al cibo. Non c’è vino ma solo tè e birra o succhi di mela/pera in quanto la Corea del Nord è una grande produttrice di mele e pere.

 

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5) Pyongyang è certamente una metropoli avanzata; sappiamo invece che la situazione nelle campagne è ben diversa. Tu che idea ti sei fatto della vita al di fuori della capitale?

 

Certamente la capitale è maggiormente evoluta ed emancipata rispetto al resto del paese, ma questo accade anche da noi. Visitando città più piccole (50000 o 60000 abitanti) ho potuto osservare che erano molto simili alla capitale. Le campagne sono più arretrate in quanto si spostano in tram e autobus, le automobili sono poche e i mezzi agricoli sono antiquati. Abbiamo notato interi paesi di campagna nuovi e quindi penso sia in atto un processo per avvicinare la vita rurale a quella di città.

 

6) La metropolitana di Pyongyang è spesso immortalata nelle foto dei turisti. È veramente bella come si dice?

 

Abbiamo avuto occasione di visitare la metro di Pyongyang e devo dire che è veramente impressionante: già all’ingresso un’immensa scala mobile ti porta giù fino a 100 metri di profondità. Nelle gallerie vi sono dei mosaici che ritraggono vari tipi di lavoro oppure episodi della guerra di liberazione contro il Giappone. I vagoni erano un po’ datati ma ben tenuti e puliti; ho notato che i giovani cedevano il posto agli anziani in segno di rispetto e molti bambini e ragazzini andavano a scuola da soli in modo autonomo. Ho notato una somiglianza con la metropolitana di Mosca.

 

7) Proprio mentre eravate in Corea del Nord, la Air China aveva sospeso i voli tra Pechino e Pyongyang, tanto che il vostro gruppo è dovuto tornare in Cina con il treno. Com’è stata questa esperienza?

 

Per quanto riguarda il ritorno a Pechino, che abbiamo dovuto effettuare in treno anziché in aereo, io personalmente ho gradito questo “inconveniente”, perchè ho potuto osservare la parte interna del Paese. L’unico neo è che avrei preferito che il viaggio fosse stato fatto di giorno per vedere meglio i paesaggi. Il treno era comodo, c’erano le cuccette-letto e ho dormito.

 

8) Com’è stato l’approccio con il personale turistico, vi siete trovati bene?

 

Durante il soggiorno il personale che ci ha seguito, sia italiano sia nordcoreano è stato molto disponibile e ha curato tutti i dettagli per metterci a nostro agio. L’ospitalità è stata ottima e mi son trovato perfettamente, meglio di quanto mi aspettassi. Sono tutti molto cordiali, gentili e premurosi, diversamente da come vengono descritti.

 

9) Com’è il paese sotto l’aspetto naturalistico?

 

Sotto l’aspetto naturalistico si nota subito una grande cura per i giardini e per i fiori, perfino sui balconi dei condomini vi è un’abbondanza di decorazioni floreali; nelle campagne è in atto una grandissima piantumazione di alberi, sebbene il verde non manchi. Tutte le aree demaniali e dei fossati vengono arricchite di piante giovani. Le zone di montagna sono un po’ come i nostri Appennini, c’è molto verde. Forse anche noi in Pianura Padana dovremmo piantare più piante, seguendo il loro esempio.

 

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10) Parliamo di vita cittadina e decoro urbano: le città sono pulite?

 

La vita cittadina è molto organizzata e anche il tessuto urbanistico segue una logica non casuale; abbiamo visto città pulitissime, sia la capitale che le città minori, eppure c’erano pochi cestini per le spazzature in quanto c’erano molti spazzini che pulivano all’istante durante tutto il giorno. Abbiamo avuto l’impressione che la Corea del Nord sia come l’Austria dell’Asia, per l’ordine e la pulizia.

 

11) Il 15 aprile è una data importantissima per la Corea del Nord (la Festa del Sole, ndr) e voi avete assistito alla consueta ed enorme parata militare che si tiene in Piazza Kim il Sung. Quali sensazioni hai provato?

 

Il 15 aprile, chiamato il GIORNO DEL SOLE, è probabilmente per i nordcoreani simile al nostro XXV aprile quindi vi sono grandi festeggiamenti, sfilate e vacanze da scuole e attività. Noi che eravamo appena arrivati non siamo riusciti ad andare in piazza a vedere la sfilata, però abbiamo visto le strade strapiene di gente gioiosa in festa, si scambiavano regali e fiori. Abbiamo assistito dai viali il ritorno delle truppe nelle caserme e abbiam visto camion di ragazzi e ragazze ventenni (anche le donne fanno il servizio militare) che salutavano i turisti e la gente con un sorriso sulle labbra stemperando così l’idea di un paese militarizzato, facendo perfino tenerezza. Una nota sull’esercito nordcoreano: la ferma dura 3 anni però i ragazzi e le ragazze non rimangono solo in caserma ma vanno in campagna ad aiutare durante il raccolto o aiutano i muratori nella costruzione di palazzi. Sono rimasto soddisfatto dell’organizzazione e gestione del tutto.

 

Corea del Nord: un’intervista oltre i luoghi comuniultima modifica: 2017-05-18T12:56:37+00:00da giacomo-giglio
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