Da campioni del mondo a bidoni del mondo

Capitan Cannavaro consola Quagliarella dopo la disfatta del 2010

Capitan Cannavaro consola Quagliarella dopo la disfatta del 2010

 

Vincere è difficile ma, ripetersi lo è ancor di più ed è molto facile passare “dalle stelle alle stalle”.

Alla nostra Nazionale, in modo diverso, è capitato un paio di volte, nel 2010 dopo il trionfo tedesco e nel 1986 dopo i mondiali di Spagna. Il primo tonfo citato, quello al Mondiale in Sudafrica, però, è stato veramente “fragoroso”, perché quella nazionale con diversi reduci del mondiale passato, non riuscì neppure a passare il primo, non irresistibile, gruppo composto da Nuova Zelanda, Paraguay, Slovacchia ed appunto i nostri azzurri.

I giocatori nuovi, rispetto al Mondiale tedesco erano molti ma, in realtà, in quella nuova avventura furono solo dei comprimari che videro poco il campo, perché la scelta del Ct Lippi fu quella di avere comunque come titolari molti veterani. L’infortunio di Buffon ed una resa molto bassa dei campioni uscenti fecero sì che quella nazionale avesse dei risultati veramente pessimi. Due pareggi con Paraguay  e Nuova Zelanda, e sconfitta finale con la Slovacchia ; 2 punti su 9 conquistati, 4 gol fatti e ben 5 subiti da attacchi non eccezionali.

Quella Nazionale aveva diversi volti nuovi e alcuni anche con un’età relativamente bassa, come Criscito, Pazzini e Montolivo, ma pochi riuscirono, anche in futuro, a fare la differenza in azzurro ed avvicinarsi ai trionfi dei propri compagni più anziani. Di quella nuova “infornata”, solo Bonucci e Chiellini divennero dei pilasti delle nazionali di Prandelli, Conte e Ventura. Il cambio generazionale (nel periodo intorno al 2010) fu molto travagliato.

 

Pazzini, emblema della generazione post 2006

Pazzini, emblema della generazione post 2006

 

E’ sempre difficile uscire a testa alta per coloro che sono detentori di un trofeo così importante, basti pensare all’ultimo mondiale, quello brasiliano, dove i campioni in carica della Spagna andarono, anche loro, a casa subito.

Se nel 1986 l’Italia di Bearzot, senza esaltare particolarmente, uscì agli ottavi di finale contro la Francia di Michel Platini  e riuscì pure a pareggiare nel girone con l’Argentina di Maradona, che poi vinse i Mondiali, la Nazionale di Lippi, invece, diede sempre un’idea di impotenza, pur affrontando formazioni veramente poco quotate.

Platini elimina, a Messico ’86, l’Italia campione in carica

Platini elimina, a Messico ’86, l’Italia campione in carica

 

Il 2010 fu un anno nero per il calcio azzurro e manifestò la difficoltà dei giovani di quel periodo di imporsi e diventare fondamentali per il movimento calcistico del nostro Paese. Per fortuna, negli ultimi anni molti giocatori di prospettiva si sono affacciati alla Nazionale e sembra possano diventare degli elementi su cui puntare per il futuro, soprattutto ora con un ct come Ventura, da sempre molto bravo nel lanciare i giovani sui grandi palcoscenici.

Tutto ciò sarà utile (speriamo) per fare il percorso inverso…dalle stalle alle stelle.

Da campioni del mondo a bidoni del mondoultima modifica: 2017-05-17T13:01:25+00:00da giacomo-giglio
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