Gli amici in affitto? Ora esistono, in Giappone…

 

Il paradosso della nostra società: estremamente narcisista, ma anche "social"

Il paradosso della nostra società: estremamente narcisista, ma anche “social”

di Dalila Giglio

 

“È l’amico è, qualcosa che più ce n’è meglio è” cantava negli anni ’80 Dario Baldan Bembo -nome che, forse, ad alcuni non dirà nulla-, il quale non poteva di certo immaginare che, all’incirca trent’anni dopo, sarebbe arrivato il giorno in cui le persone con un giro di amicizie esiguo, avrebbero potuto noleggiare degli amici fasulli allo scopo di scattare selfie ridenti da pubblicare sui social network, dando così l’idea di avere una vita sociale invidiabile.

In una società solipsista e narcisista in maniera quasi patologica, c’era forse d’aspettarselo: in fondo, a causa di una vita spesso frenetica, scandita da impegni continui, e della quantità di tempo, sempre crescente, trascorsa proprio sugli stessi social network, farsi dei nuovi amici risulta essere sempre più arduo.

Alla difficoltà a instaurarne nuove amicizie si accompagna, per contro, il desiderio di ostentare virtualmente una vita sociale ricca e appagante, pur nella consapevolezza dell’inesistenza della stessa.

A coniugare l’incapacità di dar vita a nuove relazioni amicali (a cui spesso si accompagna la difficoltà a coltivare, e dunque a conservare, quelle di vecchia data) con la brama di apparire, sulle piattaforme sociali, una persona piena di amici, ha provveduto, per prima, l’agenzia Studio Innovation Inc di Tokyo, che per la modica cifra di 1000 € a “comparsata”, se così vogliamo definirla, offre, tramite la scelta da un vero e proprio catalogo fotografico,  figuranti spacciabili come amici a feste, cerimonie ed eventi sociali di ogni tipo.

Sempre nel paese del Sol Levante, la società Family Romance ha creato la app Real Appeal, che permette di affittare, per un minimo di due ore a 32 € l’ora, falsi amici con cui farsi immortalare in scatti fotografici destinati alla rete sociale.

Tutto pur di non apparire un perdente ed evitare l’onta della commiserazione e del compatimento; d’altronde, ai nostri giorni le apparenze ingannano come non mai e, disgraziatamente, sembrano contare molto di più di ciò che veramente si cela dietro di esse, ragione per cui ci si affretta a salvarle a qualsiasi costo.

Data l’ingente quantità di tempo che una fetta sempre più ampia delle persone trascorre sulle piattaforme sociali aumentando, in tal modo, il rischio di sentirsi isolate ed emarginate (come dimostra uno studio recentemente condotto dalla Pittsburgh University), è facile immaginare che, a breve, la prassi del noleggio di amici fasulli da “sfoggiare” sui social si diffonderà anche in Europa, rendendo il nobile sentimento dell’amicizia ancora più fluido di quanto già non lo sia adesso-esattamente come è accaduto all’amore – e andando, così, a inficiare  ulteriormente un aspetto essenziale dell’esistenza.

“Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità”.

Alla luce di quanto sopra esposto, forse bisognerebbe dar retta alle parole di Madre Teresa di Calcutta e sforzarsi di dedicare almeno una parte del tempo destinato all’uso dei social network alla ricerca attiva di amici veri, che possano alleggerirci dalle fatiche dell’esistenza quotidiana e, magari, instradarci verso la tanto agognata felicità.

 

Gli amici in affitto? Ora esistono, in Giappone…ultima modifica: 2017-05-14T20:08:34+00:00da giacomo-giglio
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