Fratelli coltelli

La sfida fratricida tra Adidas e Puma

La sfida fratricida tra Adidas e Puma

di Giuseppe Lupoli

 

Poche rivalità sono state caratterizzate da tanto astio come quella tra i due colossi tedeschi dell’abbigliamento sportivo, l’Adidas e la Puma. Questa “battaglia” commerciale, ancor oggi esistente, in passato aveva anche come ulteriore caratterizzazione  la rivalità e l’inimicizia tra i due fondatori di questi due marchi così conosciuti, i due fratelli Dassler, Adolf per l’Adidas e Rudi per la Puma.

Dal 1924 questi due fratelli iniziarono a fabbricare scarpe in una piccola cittadina della Baviera, Herzogenaurach. Nel 1936 arrivò la notorietà, quando la loro azienda fornì le scarpe al leggendario corridore americano Jesse Owens, per le Olimpiadi di Berlino. Con la Seconda Guerra Mondiale i rapporti, già non idilliaci, peggiorarono ulteriormente, perché Rudolf, costretto ad arruolarsi nell’esercito tedesco, disertò e venne catturato dagli alleati; Adolf continuò ad amministrare da solo l’azienda di famiglia.

Nel 1948, nacquero l’Adidas e la Ruda, il cui nome divenne Puma. Da quel momento la guerra tra i due fratelli fu sempre dura e senza esclusione di colpi, fino a dividere la loro piccola cittadina in due fazioni ben distinte.

Oggi le “tre strisce” ed il puma sono marchi riconosciuti in tutto il mondo e occupano, in molti sport ed anche nel calcio, una parte importante di quote di mercato. Dal Dopoguerra in poi, la lotta tra i due fratelli fu veramente combattuta perché, soprattutto nel calcio, era fondamentale iniziare ad avere una certa visibilità, vista la crescita dei mezzi di comunicazione e l’attenzione del grande pubblico per gli eventi sportivi.

L’Adidas iniziò a cercare di essere profeta in patria, fornendo le scarpette da gioco alla nazionale tedesca per i mondiali svizzeri del 1954. Quella nazionale sconfisse gli strafavoriti ungheresi nella finale, che divenne famosa come “Miracolo di Berna”, anche grazie alle scarpette da gioco con i tacchetti a vite, molto utili su un campo reso pesante dalla pioggia (di cui erano sprovvisti i magiari).

La Puma, che ebbe sempre la parte di antagonista, decise invece di sponsorizzare pochi grandi giocatori che potessero essere facilmente identificabili con il marchio. Così fece con quello che per molti fu il più grande di tutti, Pelè. Negli anni Settanta, fu poi il momento di Johan Crujiff che, nell’Olanda del “calcio totale”, fece togliere una striscia dalla propria divisa perché non voleva sponsorizzare l’Adidas, essendo lui testimonial della Puma.

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Crujiff, testimonial Puma, con il compromesso delle due strisce

 

Poi, negli anni successivi, arrivò il momento di Diego Armando Maradona, che, sempre con le Puma ai piedi fece sognare, per anni, il mondo con le sue magie.

Proprio nel 1974, oltre a Crujiff, si distinse la Germania che, con le divise marchiate Adidas, vinse (capitanata da un monumento come Franz Beckebauer, anche lui testimonial del marchio del trifoglio) il suo secondo mondiale dopo quello svizzero di vent’anni prima.

 

La Germania campione del mondo del 1974, con la classica tenuta Adidas

La Germania campione del mondo del 1974, con la classica tenuta Adidas

 

Nei decenni successivi, l’Adidas prese il sopravvento come sponsorizzazione, sia di squadre che di giocatori, contendendosi il primato sul mercato con l’americana Nike, che iniziò negli anni Novanta ad interessarsi al calcio. La Puma sponsorizzò molte nazionali africane facendosi così conoscere in zone “vergini” per il mercato dell’abbigliamento sportivo.

Nel 2006, con la finale dei mondiali tedeschi tra l’Italia (Puma) e la Francia (Adidas), lo scontro tra i due marchi ha avuto un appeal ed una visibilità veramente planetaria.

 

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Cannavaro e Zidane nella finale del 2006 tra Italia e Francia

 

Negli ultimi anni Adidas ha sponsorizzato alcune delle nazionali più prestigiose (Argentina, Spagna e ovviamente, la Germania), buona parte dei club più vincenti della storia del calcio (Ajax, Bayern Monaco, Flamengo, Juventus, Manchester United, Milan, Real Madrid e River Plate) e moltissimi calciatori di altissimo livello, tra cui il fuoriclasse per antonomasia, Lionel Messi.

La Puma cerca di difendersi, soprattutto con le nazionali (Italia, Uruguay ed alcune selezioni africane come Camerun e Costa d’Avorio e negli ultimi anni l’Arsenal) e con uno “zoccolo duro” di testimonial, che da anni vengono identificati con il marchio, come Gianluigi Buffon, Giorgio Chiellini, Sergio Aguero e Samuel Eto’o .

Come succede nelle “migliori famiglie” la concorrenza ha portato a degli ottimi risultati da entrambe le parti…e la sfida continua…

 

 

Fratelli coltelliultima modifica: 2017-05-09T12:27:32+00:00da giacomo-giglio
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