Crozza e la “vera” satira

Crozza nell'interpretazione del neo-segretario Pd Matteo Renzi

Crozza nell’interpretazione del neo-segretario Pd Matteo Renzi

di Giuseppe Lupoli

 

Maurizio Crozza è un vero genio per quanto riguarda la satira politica e di costume. Pochissimi riescono a sbeffeggiare personaggi politici, e pubblici in genere, con la sua intelligenza e con la sua ironia.

La satira – sbeffeggiando il potere – non solo deve strappare un sorriso ma, soprattutto, deve far ragionare le persone sulle storture di questo. La capacità di Crozza e dei suoi autori è quella di colpire i personaggi della politica, e dello star system in genere, con acutezza, facendo divertire molto il pubblico e facendolo pensare.

Dopo le esperienze a “Mai dire Gol” e “Quelli che il calcio”, nel 2006 con il passaggio a La7 con “Crozza Italia” inizia con dei programmi improntati alla sua figura ed alla sua capacità di imitatore ed intrattenitore che porta anche nella copertina di DiMartedì. Da allora, fino ad oggi, con vari programmi, fino all’odierno “Fratelli di Crozza” su Nove, ha preso in giro i potenti e l’intelligentia di tutti i colori politici.

Come non citare (in ordine sparso) il Veltroni di “ma anche…”  ,che, per allargare il suo elettorato, era disposto ad includere tutto e tutti, o il Renzi del “niente che avanza” tutto slogan e poca sostanza, o il Bersani con le sue metafore semplici da osteria, od ancora il Berlusconi, che affronta i suoi problemi con la giustizia e con i suoi alleati cantando alla “Silvio Style”   scimmiottando il tormentone Gangnam Style, fino ad arrivare al Grillo capo di una setta : Grillology

L’abilità del comico genovese sta nel forzare i difetti ed i tic dei vari personaggi rendendo più evidente il lato umano di ognuno, andando al di là del ruolo istituzionale o pubblico di ognuno di questi. Questo aspetto però, a differenza ad esempio dello stile dello storico “Bagaglino”, che cercava di prendere in giro il potente di turno  – sottintendo, però, una fedeltà ed un’affinità al mondo politico sia della Prima che della Seconda Repubblica – non ci fa apparire più “umane” le “vittime” dell’imitazione ma più ridicole soprattutto rispetto all’importanza del ruolo ricoperto. Come non pensare a Luca Cordero di Montezemolo che, confuso dalle troppe cariche, ricoperte, chiama un’azienda piuttosto di un’altra per impartire ordini od oppure al ministro dell’economia Padoan, che risponde ai giornalisti come uno studente impaurito a causa della sua evidente impreparazione.

Questa evidente dissacrazione di personaggi, molto spesso, esaltati nei talk show ed indicati come voci autorevoli fa sì che questa sia vera satira e non voglia far sorridere i potenti ma voglia bensì ridere di loro. Un qualcosa di straordinario in un Paese che, storicamente, è sempre stato asservito al potente di turno ma, pronto ad abbandonarlo nei momenti di disgrazia ed ad “accasarsi” presso il nuovo detentore del potere.Proprio per questo, credo, sia doveroso essere grati al bel lavoro di Maurizio Crozza e dei suoi collaboratori.

Quando si vede il personaggio originale dopo aver aver visto l’imitazione di Crozza è molto difficile non sorridere ed immaginarlo al di là dell’immagine pubblica che, tutto tronfio, questo cerca di dare di sé. Come diceva Bakunin poi ripreso dal movimento del 1977 : “Sarà una risata che vi seppellirà”.

Crozza e la “vera” satiraultima modifica: 2017-05-02T12:25:04+00:00da giacomo-giglio
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