L’outlet di Serravalle e il ricatto del lavoro

 

Gli "outlet" sono il simbolo del capitalismo (malato) di oggi

Gli “outlet” sono il simbolo del capitalismo (malato) di oggi

di Giacomo Giglio

 

Sono state molte le polemiche e le discussioni attorno alla decisione dell’azienda proprietaria dell’outlet di Serravalle (la McArthur Glenn) di tenere aperto nella giornata di Pasqua.

La pretesa di aprire a Pasqua è apparsa davvero incredibile, considerato che Serravalle apre le serrande ben 361 giorni all’anno: un numero di giornate record che ha pochi eguali in Italia.  Una richiesta tanto più “oltraggiosa”, se si considera che una parte considerevole dei dipendenti ha firmato contratti part-time a cui non viene nemmeno riconosciuta la maggiorazione festiva.

La storia di Serravalle, che alla fine si è conclusa con uno sciopero generale indetto nella giornata di sabato e poi anche a Pasqua, ci illustra un esempio chiarissimo di come il lavoro sia diventato “tutto” e al  contempo niente. Con la scusa di una disoccupazione galoppante e del fatto che “non c’è lavoro“, chi ha la “fortuna” di poter lavorare viene spesso soggetto alle condizioni orarie e contrattuali più onerose e assurde.

Viviamo in una società in cui il lavoro è stato mitizzato, proprio nel momento in cui esso offre poco o nulla. Il lavoro, diciamolo chiaro, è ormai spesso pura sopravvivenza, concorrenza spietata per vivere, mentre là fuori avanza la giungla del lavoro nero e della disoccupazione.

Un lavoro sempre più frammentato, precarizzato, depotenziato di ogni significato che vada oltre l’orizzonte temporale di qualche mese. Per sopravvivere, si lavora sempre e si sacrifica la famiglia. Ed ecco che il lavoro diventa “niente”: pura alienazione, un meccanismo puro di ripetizione stanca, senza stimoli e senza visione. Gli outlet, i supermercati, gli “Iper” che affollano le nostre periferie: luoghi senz’anima in cui i lavoratori perdono spesso il senso del tempo e della realtà.

Davvero, oggi, spesso ci capita di pensare che i padroni del capitalismo non solo stiano svuotando i portafogli dei loro dipendenti, ma stiano cercando di svuotarne anche l’anima.

L’outlet di Serravalle e il ricatto del lavoroultima modifica: 2017-04-14T13:05:50+00:00da giacomo-giglio
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