Gianluca Vacchi: l’esibizionismo al potere

 

gianluca_vacchi

di Giuseppe Lupoli

 

Si pensa che per capire gli altri ed i loro comportamenti sia molto utile mettersi nei panni altrui. Proviamo a farlo anche in questo caso.

Ti chiami Gianluca Vacchi, sei un miliardario italiano, (quasi) cinquantenne, riesci a vivere nel lusso non lavorando, perché tuo cugino gestisce molto bene l’azienda di famiglia. Possiedi ville da sogno, attici da nababbi, jet privati, yacht, supercar ed una fidanzata molto più giovane di te e tutto ciò che un ricco può desiderare (e permettersi). Fin qui nulla di strano. Il denaro può comprare tutto ciò che è materiale. E’ sempre stato così e lo sarà anche in futuro. Il problema è che tu vuoi farlo sapere al mondo, ostentando la tua ricchezza, continuamente, quotidianamente, a tutti i costi: questo è diventato uno scopo fondamentale per te.

L’aspetto più strano non è tanto l’esibire ciò che si possiede, per dimostrare la propria ricchezza e il proprio potere, ma piuttosto quando quest’aspetto diventa predominante rispetto a tutto il resto. L’esibire diventa fine a se stesso e si vuole diventare famosi solo per quest’aspetto, per quanto poi si dica che il fine sia più alto, perché si vuole trasmettere la gioia di vivere ai più giovani, come dice Gianluca Vacchi con la sua classica chiusa dei video: “Enjoy”.

Questo personaggio, che nell’ultimo anno è salito alle cronache per i suoi video, in cui balla con la fidanzata  nelle sue tenute o in luoghi da sogno, nell’opulenza più sfrenata, non sono, ancora, riuscito a capirlo fino in fondo. Non sono stati i media a parlare di lui e poi, preso dall’enfasi, questo personaggio ha iniziato a darsi all’autopromozione ma, bensì, ha fatto tutto da solo.

Il balletto sullo yacht, poi a bordo piscina, poi nell’attico e così via. Di lì in avanti la nostra informazione ha iniziato a dargli spazio, invitandolo a parlare del nulla, perché tutto partiva da quei video autopromozionali che nei social avevano avuto un grande successo.

Questi “mostri” mediatici li creiamo noi, con il nostro voyeurismo. Perché premiamo, con la nostra attenzione, dei personaggi, non per quello che affermano o trasmettono, ma solo per ciò che esibiscono di possedere.

Credo che l’uomo e la donna qualunque non riescano neanche a provare invidia per una persona che ha questo grado di ricchezza, ma immagino sorridano nel vedere un uomo maturo, per quanto in forma e giovanile, danzare davanti ad un telecamera come un qualsiasi youtuber adolescente. Anche perché, ad una persona che entra in un personaggio del genere viene preclusa la possibilità di parlare di cose serie, senza evitare che qualcuno non accenni un leggero sorriso ricordandosi delle piroette appena viste in un video.

In questo modo, il signor Vacchi, non può esprimersi su nulla e continua a far crescere il proprio seguito solo giustificando, nei salotti televisivi, i suoi video e non parlando delle proprie idee su nessun tipo di argomento.

 

Sarebbe bello ed interessante che si iniziasse a parlare delle origini della ricchezza di questo nostro connazionale, partendo dalla storia della sua famiglia, della sua impresa, delle idee innovative che hanno portato avanti, delle capacità dei loro dipendenti (e non solo) vedere ciò che quell’immenso patrimonio permette di comprare per poi, subito, via social, venire ostentato.

Forse però la colpa è proprio nostra che, con o senza mezzo sorriso sulla faccia, andiamo a vedere ciò che il vero o presunto vip di turno pubblica sui social network. Perché come in altre situazioni, senza la domanda di ostentazioni varie non ci sarebbe neanche l’offerta di video o foto esibizionistiche…e forse la colpa è anche un po’ mia che ve ne ho parlato fino adesso…

Gianluca Vacchi: l’esibizionismo al potereultima modifica: 2017-04-11T12:17:24+00:00da giacomo-giglio
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