Trump ora fa sul serio e rischia di trascinarci nel baratro

 

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di Giacomo Giglio

 

La notte tra il 6 e il 7 aprile rischia di rappresentare uno spartiacque nella recente storia del mondo: un presidente americano si è preso la responsabilità (enorme) di attaccare uno stato sovrano senza la minima parvenza di un “consenso” dell’Onu.

Persino Bush e Blair nel caso dell’Iraq, persino Sarkozy e Cameron nel caso dell’attacco in Libia, cercarono di trovare una soluzione internazionale, o quantomeno diedero l’impressione di farlo. Donald Trump, con la sua retorica maschia e virile, è intervenuto nel teatro siriano con la delicatezza di un elefante in un negozio di porcellane.

I 59 missili sparati contro una la base aerea siriana di Shiryat (che hanno provocato almeno 4 morti tra le fila dell’esercito siriano) sono un assist, non si sa quanto involontario, alle forze che in Siria si oppongono ad Assad, proprio nel momento in cui tali forze erano in ginocchio – avendo perso nel giro di due anni il controllo di tutte le maggiori città del Paese.

Di fatto, ad oggi, la “ribellione” anti-Assad si limitava alle zone controllate dall’Isis e da Al Qaeda più la zona di Idlib: nell’est del Paese gli estremisti islamici controllano ancora Raqqa, mentre Idlib (sede del presunto attacco chimico che ha scatenato l’intervento americano) è una piccola provincia a nord-ovest ove convivono estremisti islamici e “opposizione laica”.

Se l’obiettivo di Trump fosse davvero la caduta di Assad, il rischio di una nuova Libia sarebbe più concreto che mai. La Siria non dispone di una forma di opposizione organizzata, salvo l’impresentabile fazione di tagliagole rappresentata dall’Isis e dai suoi alleati.

Proprio il tycoon americano, che in campagna elettorale si era presentato come il “giustiziere” dell’Isis, rischia ora di scoperchiare un disastro ancora maggiore di quello attuale, indebolendo Assad e aprendo le porte a un trionfo dell’insurrezione islamista capeggiata dall’Isis e a un estendersi dell’instabilità in tutto il Medio Oriente.

 

 

Trump ora fa sul serio e rischia di trascinarci nel baratroultima modifica: 2017-04-07T12:01:34+00:00da giacomo-giglio
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