Storie di vita vissuta: la storia di Gino

 

Gino

di Redazione Equilibrio Instabile

 

Incontriamo Gino durante un “casting”: attore provetto, non ha mai perso la passione per la telecamera, frutto forse anche di un Dna napoletano (la città degli attori per eccellenza).

La famiglia di Gino arriva a Torino quando ancora campeggiano i famigerati cartelli “non si affitta a meridionali”: con tanti fratelli accanto (“dividevamo tutto tra di noi: una cosa bellissima”), inizia una nuova vita, con tutte le difficoltà d’integrazione del caso.

 

Poi, a 15 anni gli studi si interrompono: uno stipendio in casa in più non guasta, e Gino decide di fare l’apprendista in un’Italia in cui ancora il lavoro c’è. Da qui in poi, una girandola di mestieri e, soprattutto, l’esperienza, dura ma formativa, del militare.

Con l’età, sviluppa sempre più una passione per il “sociale”, che lo porta a lavorare per il Gruppo Abele nel settore delle droghe sintetiche: gira l’Europa alla caccia di quelle che sono definite le droghe più insidiose, poiché percepite come normali “pasticche”. Tante esperienze di vita, tanti incontri decisivi e un legame stretto con le esperienze di militanza nei centri sociali.

 

Poi, l’ “illuminazione” dei coffee-shop: per lavoro Gino arriva a Barcellona e viene catturato dalla straordinaria cultura libertaria che si respira nella “capitale” catalana. I coffee-shop funzionano con il meccanismo di un normale club: ci si iscrive superati i 18 anni e si versa una modesta quota associativa. Il consumo di cannabis, a fine ludico, avviene legalmente e permette di creare posti di lavoro, oltre che di instaurare duraturi legami di amicizia.

Gino ci parla dell’Italia come di un paese immobilizzato dalla paura e bloccato sul piano dei diritti: in Spagna, la politica ha saputo creare un clima favorevole alla legalizzazione della cannabis e il mondo scientifico ha confermato univocamente i benefici di un consumo consapevole. Purtroppo, invece, nel nostro Paese la criminalizzazione della canapa crea solo un clima fecondo per lo spaccio gestito dalle mafie nazionali e internazionali.

 

Salutiamo Gino con la speranza che anche l’Italia, un giorno, possa avere i suoi coffee-shop.

 

Storie di vita vissuta: la storia di Ginoultima modifica: 2017-03-20T20:09:12+00:00da giacomo-giglio
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