Bisogna saper vincere

Prosegue il nostro speciale sul declino dell'Occidente

Prosegue il nostro speciale sul declino dell’Occidente

di Giuseppe Lupoli

 

Nel mondo ci sono persone vincenti e perdenti. Bisogna saper perdere e anche saper vincere. Non è facile affrontare una vittoria o una sconfitta, senza esaltarsi troppo o deprimersi eccessivamente. Anche perché sarebbe importante, anche se molto difficile, quando l’esito di un “qualcosa” riguarda noi stessi, cercare di pensare freddamente e analizzare entrambi i casi. Quando i risultati sono positivi e si è fatto molto per raggiungerli, si può essere molto soddisfatti ma non esagerare nella superbia perché, in fondo si è fatto solo il proprio dovere, per raggiungere un obiettivo. Se, caso ulteriore, ci si rende conto che la sorte o aiuti vari sono arrivati in nostro soccorso, ci sarebbe, ancor meno, il bisogno di manifestare la propria presunta superiorità. In caso di sconfitta, bisognerebbe pensare che, spesso, anche il fato può essere decisivo; in natura, le risorse sono limitate ed è normale che non sempre si possa raggiungere un risultato positivo, quando molti individui rincorrono il medesimo traguardo. L’importante sarebbe, sapere di aver fatto il proprio meglio e, con alcune correzioni, riprovare la volta successiva.

Nel terzo tempo del rugby, poi introdotto anche al calcio, i vincitori e gli sconfitti si salutano, magari dandosi appuntamento al pub per fraternizzare. Questo dovrebbe essere lo spirito anche nella vita di tutti i giorni perché, al di là di battaglie campali, alle situazioni di mors tua vita mea, che, purtroppo, nella storia sono ricorrenti, il rispetto verso chi si è rivelato migliore di noi (onestamente) o, al contrario, verso chi, pur impegnandosi, non ce l’ha fatta è fondamentale, nel vivere civile. Infatti, l’empatia è una caratteristica che dovrebbe distinguere l’uomo, dalla maggior parte degli altri animali.

Questo discorso vale ancor di più per i personaggi pubblici che, con i loro comportamenti e le loro dichiarazioni, possono esacerbare gli animi di milioni di persone. John Elkann, alcuni giorni fa, ha affermato che l’Inter, anche se abituata, non saprebbe perdere. Al di là della fede calcistica, anche saper vincere richiede un certo stile e bisognerebbe saper uscire a testa alta, non solo quando si perde, ma anche quando si vince. Inoltre, quando si è a capo di una società storica che ha fatto la storia di un settore, come quello del calcio, bisognerebbe pensare a che immagine si vuole dare di questa. Infatti, battute del genere, oltre a creare inutili tensioni, rendono, anche, più opaco qualsiasi trionfo. La forma, spesso, è anche sostanza.

In campo politico, abbiamo avuto, in Italia, negli ultimi anni, due esempi perfetti di superbia al quadrato, due presuntuosi da Guinness dei primati, due tra i premier più amati ed odiati, della storia della Repubblica: Berlusconi  e Renzi. Entrambi hanno fatto dell’atteggiamento spocchioso, anche se con stili diversi, il proprio marchio di fabbrica. L’esaltazione dei propri meriti e la personalizzazione di ogni situazione non hanno aiutato, sicuramente, a far rimanere la politica italiana tranquilla e proiettata (solamente) sui tanti problemi che affliggono il nostro Paese. Anzi, probabilmente, proprio la strada della personalizzazione eccessiva, intrapresa da questi due “statisti” ha generato l’effetto opposto, complicando, ad entrambi, in molti casi, la permanenza a Palazzo Chigi e nel caso specifico di Renzi, con il referendum costituzionale dell’anno scorso, ad “obbligarlo” alle dimissioni.

La superbia: il vizio capitale più inutile di sempre.

 

 

Bisogna saper vincereultima modifica: 2017-02-16T12:08:00+00:00da giacomo-giglio
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