Il vertice di Astana e la Russia “rinata”

 

In foto: il presidente siriano Bashar Al Assad e quello russo, Vladimir Putin.

In foto: il presidente siriano Bashar Al Assad e quello russo, Vladimir Putin.

Fonte originale: Russia News (a cura di Eva Bergamo)

 

Dopo oltre 5 anni di conflitto, pare che in Siria qualcosa stia finalmente cambiando.

Quella che è stata fatta passare come una rivolta della popolazione civile contro il proprio Presidente, ma che in realtà cela interessi esterni ben diversi del benessere dei siriani, ha subìto una virata in positivo già dalla fine dello scorso dicembre, grazie al cessate il fuoco iniziato il 29 dicembre, raggiunto con gli sforzi diplomatici di Russia, Turchia  e Iran.

Ora, il 23 e 24 gennaio si sono svolti ad Astana i primi incontri che coinvolgono quasi tutte le parti in causa. Un passo
importante, in preparazione del futuro vertice di Ginevra, che si pone l’obiettivo di risolvere politicamente la questione sotto l’egida delle Nazioni Unite, il cui delegato per la Siria, Staffan De Mistura, era comunque presente.

Quello che emerge dal vertice di Astana, oltre alla speranza sempre più tangibile di pacificare il Paese e salvaguardare la popolazione, è l’indubbio successo della Russia come intermediario, che quindi si conferma primus inter pares  rispetto ad Iran e Turchia, la cui fermezza nella volontà di risolvere la questione appare al confronto decisamente sottotono.

Sì, perché il contributo maggiore al rinnovato dialogo tra Governo e opposizione, oltre al consolidamento del cessate il fuoco, arriva proprio dall’abile lavoro di mediazione degli uomini di Putin, che hanno portato tutti i presenti a concordare sul fatto che non esista soluzione di tipo militare al conflitto siriano.

Le trattative mirano quindi ad “assicurare la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della Siria quale stato multi-
etnico, multi-religioso, non settario e democratico
“.

Non è cosa da poco, perché apre, anzi spiana la strada al lavoro dell’ONU, che fino ad oggi ha timidamente latitato, ed ha evidentemente  bisogno di una spinta risoluta per decidersi ad agire concretamente.

Ma il vero colpo da maestro arriva dal Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov, che il 27 gennaio scorso ha voluto incontrare personalmente a Mosca i rappresentanti dell’opposizione, con i quali si è confrontato nuovamente.

Il Ministro ha dato autorevolezza agli accordi finora raggiunti, parlando inoltre della bozza di Costituzione presentata durante il
vertice, che lui stesso definisce come un “tentativo di riunire ed identificare gli elementi comuni nelle idee espresse da Governo siriano e opposizione“.

Ovviamente nessuno si illude che sarà una passeggiata, c’è ancora molto su cui discutere e il percorso non sarà assolutamente facile, ma almeno ha avuto un fondamentale avvio, e di questo non possiamo certo ringraziare l’occidente, America in primis, il cui principale interesse è stato finora solamente rivolto al rovesciamento del legittimo Presidente Assad, tramite il sostegno, anche armato, ai cosiddetti “ribelli”.
Ancora una volta quindi, chi ha presentato il vero volto della questione e dato il via ad una risoluzione pratica, condivisa da tutte le parti in causa (esclusi naturalmente i terroristi), mettendo sul tavolo proposte concrete, è quel la Russia, tanto denigrata e assurdamente sanzionata, ma che con le sue azioni lungimiranti sta acquisendo sempre più consensi e credibilità sullo scacchiere geo-politico internazionale.

Nell’attesa che l’ONU confermi una buona volta la data del vertice di Ginevra, che a questo punto non è più procrastinabile…

Il vertice di Astana e la Russia “rinata”ultima modifica: 2017-02-12T09:23:33+00:00da giacomo-giglio
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