La rivoluzione Switch

 

La Nintendo Switch uscirà il 3 marzo in Italia

La Nintendo Switch uscirà il 3 marzo in Italia

 

di Oscar Fulvio Camporeale 

 

Si chiama Switch e potremo metterci le mani sopra dal 3 Marzo. E’ la nuova console di Nintendo, la storica casa di videogiochi che ha creato Super Mario e The legend of Zelda. Una macchina che promette molto e dovrà dimostrare ancora di più, come mai successo nella storia della grande N. 

UN NUOVO MODO DI GIOCARE

Andiamo con ordine. In che modo arriva sul mercato Switch?

Nintendo (e gran parte della stampa) parla di rivoluzione nel modo di giocare, qualcosa di inedito. E in effetti avremo a che fare con una console ibrida, che promette di unire le due modalità tipiche di gioco: quella casalinga e quella portatile, cioè senza televisore. Sarà un tablet, con due Joycon, controller staccabili con sensori di movimento: tramite un dock dedicato, sarà possibile collegarlo alla tv, con prestazioni migliori.

Ma cosa nasconde questa scelta? Semplice voglia di innovare? 

Come ogni azienda Nintendo mira al profitto, quindi bisogna guardare al mercato.

Quello dei videogiochi, semplificando al massimo, si divide nettamente in due esperienze. Propone da un lato titoli per le console fisse, cioè quelle da usare in salotto, collegate ad uno schermo; mentre dall’altro ci sono i videogame per le portatili, macchine più piccole e meno potenti, ma che possono essere portate ovunque e hanno uno schermo integrato. Senza dilungarsi troppo, Nintendo domina la fetta delle portatili, grazie alla tradizione del Gameboy, oggi portata avanti dal 3DS, mentre zoppica nel trovare il suo posto nella vendita dell’hardware fisso, vista la competizione di Playstation e Xbox

 

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Una “crisi” che è iniziata a metà anni ’90, con il glorioso Nintendo 64, che perse la guerra con il primo modello di Playstation lanciato da Sony. A inizio anni 2000 la casa giapponese riusciva a contare solo sugli affezionati ai suoi marchi (come il già citato Mario): il suo Gamecube, nonostante la qualità tecnica, non riesce a competere come sperato.

Così nel 2006 arriva la prima svolta, con il lancio di Nintendo Wii. Una console che non punta più sulla potenza, ma sugli innovativi controller di movimento. Un successo enorme, che fa capire alla casa di Kyoto che deve puntare sull’innovazione, su qualcosa che i concorrenti non hanno. La sua console successiva è il WiiU, che si presenta con un inedito joypad, simile a un tablet. Questa volta le cose vanno male, con vendite disastrose e molti sviluppatori che decidono di non pubblicare giochi per questa macchina.

In tutto questo il primo Gameboy (stendendo un velo pietoso sul Virtual Boy), seguito poi dal Nintendo DS e ora dal 3DS, dimostrano a tutti che Nintendo domina quando si parla di videogiochi portatili. Un nome su tutti: Pokemon, esclusiva delle “piccole” di casa, in grado di vendere milioni di unità.

SWITCH: I 5 PUNTI SALIENTI

E arriviamo a Switch. Una macchina che deve essere innovativa, riprendendosi il mercato casalingo senza far allontanare i clienti della fetta portatile. Un compito non facile, che prima del lancio sembra minato già da alcune difficoltà.

Ci sono 5 aspetti che potrebbero decretare il successo o la disfatta di Switch.

 

Prima cosa, l’hardware, i componenti della console. Se è vero che non bisogna giudicare una console prima che esca, è anche vero che le specifiche tecniche di Switch non sono così incoraggianti. Sarà una macchina meno potente rispetto alle concorrenti, che ormai puntano alla risoluzione 4K e si fanno la guerra a chi è più potente. Non essere pari tecnologicamente ha in parte aiutato Wii (dal lato costi), ma è stato anche uno dei motivi dell’insuccesso di WiiU. La maggior parte dei videogiocatori ormai si affida solo ai dati di mera potenza delle console, spesso snobbando quelle che non sembrano all’altezza. E anche i controller con sensori di movimento sanno di già visto, non possono essere considerati una vera innovazione.

Basterà quanto offerto a far presa sui videogiocatori incalliti o su chi non frequenta questo mondo?

 

Secondo, il software. Cioè i videogiochi. In realtà meriterebbero il primo posto, ma le logiche di mercato spesso rilegano i titoli ad “accessorio” della console, non a primo motivo per preferire una macchina rispetto ad un altra. Un discorso che non è il caso di affrontare qui. In ogni caso Switch uscirà con una lineup iniziale “fiacca”. Certo, avrà il nuovo capitolo di Zelda, Breath of the wild, ma non in esclusiva, visto che uscirà anche per WiiU. Ci aspetta poi 1 2 3 Switch, raccolta di minigiochi per più giocatori, alcuni che non richiedono di guardare lo schermo. Non un vero e proprio gioco quindi, ma più una serie di demo o un party game da fare con gli amici.

Al lancio mancano i titoli delle terze parti, gli sviluppatori esterni a Nintendo. Una grave lacuna per molti, che andrà sicuramente colmata (non come successo con WiiU, che non ha più visto videogiochi di peso di questo genere). E anche il nuovo capitolo di Super Mario, Odyssey, uscirà a dicembre, forse troppo lontano dal lancio.

C’è da sperare in qualche accordo futuro

Terzo aspetto, la portabilità. Nintendo assicura 6 ore di autonomia della batteria, che si ricaricherà quando Switch sarà attaccata alla tv. Sono nella media, ma sappiamo già anche che con alcuni titoli scenderà a 3. E non sappiamo ancora quanto influirà l’uso dei Joycon. A questo bisogna aggiungere le dimensioni di tutta la macchina: 25×10 cm circa. Non enorme, certo, ma sicuramente più ingombrante di un tablet. Quindi bisognerà capire quanto sarà comodo portarsi dietro Switch e anche quanto sarà resistente. 

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Senza contare la concorrenza smartphone. Parliamo di mondi diversi, ma viene naturale chiedersi: chi ha entrambi, quando sta per uscire, cosa prende? Si porta dietro Switch oppure prende solo il cellulare, più comodo per una partitina veloce.

Su questo aspetto potrà essere fondamentale il fatto che si potranno continuare partite iniziate a casa anche fuori. Una buona gestione dei passaggi potrebbe rendere Switch in giro indispensabile.

Quarto punto. Il prezzo. Al lancio da noi costerà 329 euro (contro i 299 dollari americani). Per molti una cifra troppo alta, considerando che Playstation 4 e Xbox One si trovano anche a 299 euro, con una libreria di giochi decisamente più estesa. A questo si aggiunge il costo degli accessori e dei giochi, non propriamente economici.

Il lancio di una nuova macchina per videogiochi è spesso in perdita per la casa produttrice: un taglio di prezzo avrebbe potuto sicuramente aiutare Nintendo a piazzare più console, una strategia vincente sul lungo periodo. 

NINTENDO SI GIOCA IL SUO DESTINO

Infine c’è il discorso gioco on-line. Fino alla scorsa generazione la grande N non chiedeva costi aggiuntivi per giocare su internet, al contrario dell’abbonamento obbligatorio di Sony e Microsoft. Switch sarà una rivoluzione anche in questo senso, visto che sarà richiesto un pagamento mensile per giocare con persone di tutto il mondo.

La casa giapponese si è adeguata al mercato, ma dovrà fornire un servizio eccellente per giustificare la novità ai suoi affezionati, abituati a non dover sborsare extra oltre alla connessione internet.

 

Insomma, nel bene o nel male Switch sarà un passaggio importante nella storia di Nintendo. Per alcuni se non sarà un successo, costringerà la casa di Kyoto ad abbandonare il mercato della console, concentrandosi solo sui videogiochi e sugli smartphone.

Appuntamento al 3 marzo per vedere cosa succederà!

La rivoluzione Switchultima modifica: 2017-02-08T09:34:05+00:00da giacomo-giglio
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