Tutto il potere ai mediocri

 

Il saggio "Mediocrazia" è da pochi giorni nelle librerie italiane

Il saggio “Mediocrazia” è da pochi giorni nelle librerie italiane

di Anna Iatì

 

Qualcuno di voi si è mai chiesto cosa significa la parola mediocre? Per farvi un esempio, basterebbe dire di guardarvi attorno. Forse non ce ne accorgiamo ma la “mediocrazia” si è fatta strada silenziosamente come un virus.

Per dare una definizione più precisa, il Corriere della Sera definisce mediocre “Chi dimostra o ha capacità limitate; chi non eccelle e non possiede i requisiti necessari per realizzare certi compiti”.

A questo proposito ci aiuta a capire meglio questo concetto il filosofo canadese Alain Deneault nel suo ultimo libro intitolato “ La Mediocrazia”.

Deneault pone un confine tra l’essere mediocri e l’essere incompetenti. Questo perché, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono sinonimi i due termini in quanto il sistema incoraggia l’ascesa di individui mediamente competenti a discapito dei supercompetenti e degli incompetenti.

Forse la domanda spontanea per alcuni è “Perché”? Dunque, gli incompetenti si possono paragonare alla parola inefficienti, mentre i supercompetenti rischiano di mettere in discussione il sistema e le sue convenzioni, chiarendo che in ogni caso il mediocre deve essere un esperto.

Si può quindi dire che il mediocre debba avere una competenza utile ma che non metta in discussione i fondamenti ideologici del sistema. Ma come abbiamo fatto a non accorgerci di tutto questo?

Deneault la definisce come la «rivoluzione anestetizzante» è l’atteggiamento che ci conduce a posizionarci sempre al centro, anzi all’«estremo centro».

 

La "mediocrazia" soffoca la creatività e l'intelligenza

La “mediocrazia” soffoca la creatività e l’intelligenza

 

Possiamo quindi pensare che è meglio scegliere qualcuno non per le sue doti intellettuali spiccate ma per il mantenimento dell’ordine economico e sociale. Questa standardizzazione forzata ha eletto la mediocrità  come modello, definendo quindi la media come una norma.

Come si può, allora, interrompere questo circolo vizioso? Non è semplice, il tempo ci sta facendo diventare sempre più standardizzati ma, il filosofo canadese ci pone quella che si può definire un’ancora di salvezza. All’interno del suo libro, infatti, ci indica quella che è una strada da percorrere quotidianamente, come resistere alle piccole tentazioni e dire di no.

I pareri degli italiani sul tema della mediocrazia (ovvero del potere ai mediocri) provocano reazioni contrastanti. Uno dei problemi del nostro paese è senz’altro la classe dirigente. Quest’ultima è caratterizzata dalla strategia di captare e codificare le attività sociali in modo che esse partecipino al processo di capitalizzazione e di arricchimento di coloro che sono posti al vertice della scala gerarchica.

Si può dire che qualunque attività umana è manovrata per l’aumento di capitale a favore di chi la sovrintende. Siamo come intrappolati in questi regimi che ci impongono di vivere in queste condizioni, senza che nessuno muova un dito per rovesciarli.

La soluzione sarebbe quindi quella di rompere quest’ordine delle cose, interrompere queste logiche “malate” e distruttive per il popolo. Tornare ad essere insieme per un obiettivo comune.

Ma, come riporta Il Sole 24 Ore: “I tempi sono cambiati. Non c’è stata nessuna presa della Bastiglia, niente di paragonabile all’incendio del Reichstag, e l’incrociatore Aurora non ha ancora sparato un solo colpo di cannone. Eppure di fatto l’assalto è avvenuto, ed è stato coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere“.

 

Tutto il potere ai mediocriultima modifica: 2017-02-02T12:32:56+00:00da giacomo-giglio
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