L’eroe dei due mari

 

 

Erasmo Iacovone, mito della tifoseria tarantina

Erasmo Iacovone, mito della tifoseria tarantina

di Giuseppe Lupoli

 

Taranto, che negli ultimi anni è salita alle cronache solo per motivi negativi come l’inquinamento dovuto all’Ilva ed al crac finanziario del comune del 2005 è una città che ha una forte passione calcistica. Oltre ad avere la particolarità dei due mari ed avere un’importante storia alle spalle (fu fondata come colonia della città di Sparta), ha anche un’ importante società calcistica, che può vantare una delle tifoserie più “calde” di tutto il Meridione.

 

La curva Nord del Taranto

La curva Nord del Taranto

 

Taranto è la più grande città d’Italia a non avere mai avuto la propria squadra di calcio nella massima serie. Pur avendo avuto alcuni periodi positivi, infatti le partecipazioni alla serie B della squadra rossoblu, che quest’anno festeggia i novant’anni dalla fondazione, sono ben trentuno ed, in alcune annate, è sembrata sul punto di arrivare alla serie A. Inoltre, con la maglia tarantina hanno giocato diversi giocatori che poi si sono affacciati ai massimi livelli calcistici nazionali come il portiere Giampaolo Spagnulo e gli attaccanti Antonio De Vitis e Cristian RiganòNessuno però è riuscito ad entrare nei cuori dei tifosi e in quelli dell’intera città come Erasmo Iacovone.

Iacovone arrivò in Puglia nel 1976 da una formazione di serie C, il Mantova. Il Taranto, in quel periodo, nella serie cadetta, lo acquistò dopo due buone stagioni nella città dei Gonzaga con un’operazione di circa quattrocento milioni di lire, una cifra molto alta per l’epoca. La storia d’amore tra l’attaccante molisano e “la Città dei due mari” fu breve, ma intensa. La prima stagione, lo vide andare a segno per otto volte e nella seconda, era capocannoniere con nove gol e stava dimostrando tutto il suo valore attirando l’attenzione di una squadra importante come la Fiorentina.

Il Taranto nella stagione 1977/78 sembrava, veramente, essere in grado di arrivare alla tanto agognata serie A. Dietro l’Ascoli, che faceva un campionato a sé, il Taranto lottava per le posizioni di vertice; il momento più bello fu la vittoria in casa nella sentitissima partita con il Bari grazie ad un gol di Iacovone. In quel momento il Taranto era al secondo posto e virtualmente promosso. Gli ionici, guidati da Domenico Rosati, riuscirono a fare anche un’ottima impressione anche in Coppa Italia, confrontandosi anche, senza sfigurare, con formazioni di serie A come Juventus, Milan, Napoli, Perugia e Pescara.

Il sogno si infranse in una nottata di febbraio, quando il giovane Iacovone, reduce da una sfortunata partita con la Cremonese, in cui la palla non volle mai infilarsi in rete, alla guida della sua Diane venne centrato da un certo Marcello Friuli, che inseguito dalla polizia, stava viaggiando a fari spenti sulla statale Taranto-Lecce. I soccorsi non servirono a nulla ed Erasmo Iacovone morì, lasciando la moglie Paola incinta. Era la fine della sua vita e del sogno di un’intera città, che già sognava altri palcoscenici. Lo storico stadio Salinella venne subito intitolato a questo forte attaccante che rimase, anche negli anni successivi, un’icona della tifoseria tarantina.

Lo stadio "Erasmo Iacovone"

Lo stadio “Erasmo Iacovone”

 

 

Negli anni Ottanta fu un saliscendi tra Serie C e Serie B e non si arrivò più così vicino alla promozione. La squadra rossoblu si tolse, in quegli anni, alcune soddisfazioni, come le vittorie con il Milan  in serie b, nel 1980/81 e dieci anni dopo, con la Juventus di Gigi Maifredi, in Coppa Italia. Il fallimento nel 1993 e i problemi finanziari del 2004 relegarono, per anni, il Taranto nelle serie minori. Nel 2012 ad una cordata di imprenditori, si aggiunge la partecipazione attiva della tifoseria, con una quota sociale. Anche in casi disperati la passione di una città non venne mai meno…una passione da serie A.

L’eroe dei due mariultima modifica: 2017-01-24T12:19:57+00:00da giacomo-giglio
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