La diseguaglianza: distruttrice della nostra democrazia

 

Otto miliardari guadagnano quanto la metà della popolazione globale (dati Oxfam)

Otto miliardari guadagnano quanto la metà della popolazione globale (dati Oxfam)

 

di Giacomo Giglio

 

La notizia che otto supermiliardari possiedano la stessa ricchezza di circa 3.6 miliardi di persone è uno schifo, diciamolo subito.

Pur con tutti i limiti delle rilevazioni statistiche, la ong britannica Oxfam ha scoperchiato una realtà che tutti possiamo constatare giornalmente: una distanza abissale, incommensurabile e ormai sempre più ingiustificata tra una minoranza di “signori” e una maggioranza di diseredati e di uomini comuni destinati alla perpetua “corsa del criceto” per raccattare i denari sufficienti a fargli vivere una vita sempre meno dignitosa. La cattiva diseguaglianza ha scavato un fossato che incide sull’umore delle persone e che sta svuotando dall’interno il significato delle nostre democrazie.

Non bisogna infatti dimenticare che le democrazie sopravvivono solo quando offrono una garanzia, o comunque una credibile illusione, di essere dei sistemi impostati su criteri di giustizia sociale; quando, invece, la gente comune si sente schiacciata da un peso sull’anima (e sul portafoglio) che la condanna a un futuro precario, incerto e segnato da sicura ineguaglianza, allora siamo in un momento in cui potenzialmente si possono scatenare gli istinti più cupi.

L’elezione di Donald Trump, che si insedia oggi alla Casa Bianca, è stata un esempio di ciò: allorquando una massa sufficiente di cittadini si sente usurpata del proprio potere di incidere sulla realtà, ecco che l’uomo nuovo, il profeta del riscatto, può assumere i contorni di una figura inviata dal destino, dotata di poteri straordinari, che può con le sole parole modificare una realtà orribile e grigia.

Inutile ricordare che Trump sia proprio un miliardario, esattamente come i “signori” protagonisti dell’ascesa di Internet (tra gli otto “Paperoni” globali ci sono Jeff Bezos, Marc Zuckerberg e Bill Gates, i quali sono rispettivamente le figure apicali di Amazon, Facebook e Microsoft). Il malcontento della ex-classe media occidentale e dei nuovi poveri è talmente radicale e primordiale da poter essere captato di chiunque si proponga come un loro paladino. Internet è la perfetta cassa di risonanza per il risentimento, seppur paradossalmente lo stesso Internet abbia fatto la fortuna degli uomini più ricchi del mondo.

 

Ci troviamo quindi in una trappola perfetta: non solo la ricchezza sfacciata sta praticamente distruggendo la sostanza delle nostre democrazie, ma è la stessa Casta globale dei Paperoni a fabbricare anche i suoi presunti oppositori, i quali utilizzano prevalentemente (ma non solo) le armi dei social network.

Il cittadino medio occidentale, che vive l’era dell’infelicità in perfetta solitudine, essendo ormai i sindacati una pallida controfigura di ciò che erano, così come la scuola e la politica, percepisce le cicatrici di un fallimento di sistema, ma non può far altro che rinchiudersi in un malinconico silenzio o “urlare” il suo disprezzo tramite un voto di rabbia verso il sistema, pur sapendo che magari il suo voto sarà tradito o strumentalizzato da un abile demagogo pronto a servire ancora una volta gli interessi dei più potenti.

Questa è la situazione dell’Occidente di oggi e, francamente, non c’è nulla che lasci promettere qualcosa di buono.

La diseguaglianza: distruttrice della nostra democraziaultima modifica: 2017-01-20T09:39:53+00:00da giacomo-giglio
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