Il punto di non ritorno dell’umanità (secondo Di Caprio)

 

 

Un fotogramma tratto dal documentario di Leonardo Di Caprio

Un fotogramma tratto dal documentario di Leonardo Di Caprio

 

di Vittorio Sabatini

 

Stars falling from the sky 

We will all be judged

By what we leave behind

I don’t want to say goodbye   

“A Minute to Breathe”, di Trent Reznor, dalla colonna sonora del film

 

Al termine della visione di Before The Flood, documentario girato da Leonardo Di Caprio e coprodotto insieme a Martin Scorsese, prevalgono sentimenti di inquietudine e impotenza riguardo il futuro prossimo del nostro pianeta. Barriere coralline ormai prive di vita, foreste pluviali distrutte a causa dell’estrazione dell’olio di palma, ghiacciai artici e della Groenlandia in fase di scioglimento: il momento è delicato. Senza un’immediata inversione di rotta, il processo in atto rischia di diventare pressoché irreversibile, come già aveva pronosticato tempo fa Al Gore.

 

L’evidenza delle prove scientifiche sul riscaldamento globale non è bastata ad intaccare gli interessi delle potenti lobby petrolifere, finanziatrici di una parte consistente del ceto politico americano. In più, si può coniugare la crescita industriale dei paesi in via di sviluppo con la salvaguardia dell’ambiente? È realistico modificare il consumismo dell’American way of life, in modo da evitare gli sprechi alimentari e potenziare al massimo il risparmio energetico? È un sogno utopico poter raggiungere una volontà politica unanime a contrasto del pericolo rappresentato dai cambiamenti climatici?

 

Su tali temi si è tenuta un’importante conferenza l’anno scorso a Parigi ma gli accordi presi dai paesi firmatari risultano, a oggi, insufficienti o non vincolanti. Nemmeno la recente enciclica di Papa Francesco, Laudato sì, è riuscita a formare una coscienza collettiva internazionale. Ecco perché, lo scorso 8 dicembre, Leo ha ribadito la validità delle posizioni ambientaliste al neo eletto presidente Trump, affinché possa persino valutare le opportunità lavorative che le energie rinnovabili offrono.

 

Il film inizia e si conclude con il meraviglioso Trittico delle delizie di Hieronymus Bosch, prezioso ricordo d’infanzia dell’attore e attivista hollywoodiano. L’umanità dal Paradiso Terrestre è transitata al presente Giardino delle Delizie, allegoria della lussuria e del piacere esercitato dai sensi. L’inferno, l’ultimo stadio dipinto, da remota ipotesi ultraterrena sembra avvicinarsi sempre di più ad essere una realtà più concreta che mai.

Il punto di non ritorno dell’umanità (secondo Di Caprio)ultima modifica: 2016-12-22T09:20:58+00:00da giacomo-giglio
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