La lotta di civiltà contro il nuovo zoo di Torino

 

zoo

di Giacomo Giglio

 

Immaginate una “fattoria urbana” (con gabbie e recinti per animali) nel pieno centro di una grande città, a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla “Mole”: è quello che sta accadendo a Torino, dove la società privata “Zoom Torino spa” – già proprietaria del bioparco di Cumiana –  è sul punto di ottenere la concessione comunale del Parco Michelotti al fine di aprire una “fattoria urbana” in cui faranno la loro comparsa rettili, insetti, mammiferi e anfibi.

Dietro il restyling lessicale, che nasconde la realtà di uno zoo con seducenti espressioni come “bioparco” o “fattoria urbana”, si cela la solita realtà: animali chiusi in gabbia, o confinati in recinti, destinati a diventare macchine da soldi o oggetti di divertimento per masse di cittadini annoiati che non sanno cosa fare nel week-end.

In una società dove ormai il denaro ha consunto quasi ogni aspetto sociale, il ritorno degli zoo (si ricordi che Torino fu la prima città a chiudere il proprio zoo, nel lontano 1987) è qualcosa che lascia l’amaro in bocca, soprattutto pensando al fatto che ormai moltissime famiglie possiedono almeno un cane o un gatto in casa. Quante di loro gradirebbero che il proprio animale domestico diventasse una sorta di “attrazione turistica” e fosse trattato quindi come una merce?

Ma il problema non è solo di natura etica o morale: l’area in cui dovrebbe sorgere la fattoria urbana, come detto, sorge nel pieno centro della città, a pochi metri dalle rive del Po, in un’area già congestionata da problemi quotidiani di traffico e da un inquinamento ambientale ed acustico che non lascia scampo. Con tutta probabilità, il nuovo “zoo” nel Parco Michelotti non farà altro che aumentare ancora di più questi gravosi problemi e richiederà forse (ancora una volta) un parcheggio per ospitare le auto dei visitatori.

Per questi motivi a Torino è sorto un comitato “No Zoo”: un gruppo di cittadini si è già mobilitato nei giorni scorsi con presidi e manifestazioni per far comprendere alla cittadinanza tutte le criticità di un progetto che, del resto, non è ancora formalmente decollato. Infatti, il comitato ha proposto ricorso contro la concessione del Parco Michelotti alla “Zoom”: i giudici dovranno esprimersi in maniera definitiva entro metà gennaio. La speranza di poter conservare una conquista di civiltà, come la chiusura degli zoo, ora passa nelle mani della giustizia.

La lotta di civiltà contro il nuovo zoo di Torinoultima modifica: 2016-12-21T09:40:59+00:00da giacomo-giglio
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