Votiamo No contro la paranoia occidentale

 

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, a favore del Sì

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, a favore del Sì

 

di Giacomo Giglio

 

Le campagne elettorali recenti che hanno monopolizzato l’attenzione – referendum britannico ed elezioni americane – sono state funestate da una serie interminabile di “consigli” provenienti dall’estero.

Una prassi irrituale sta divenendo qualcosa di ormai scontato: ambasciatori, ministri e presidenti stranieri amano far sentire il proprio parere, spesso appoggiandosi a dotte analisi di istituzioni economiche internazionali.

Ora la medesima cosa sta avvenendo per il referendum italiano sulla riforma costituzionale: si sono espressi a favore del Sì rispettivamente l’ambasciatore americano in Italia, l’ex presidente americano Barack Obama, la cancelliera tedesca Angela Merkel (in compagnia del suo ineffabile e feroce ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble).

La tattica utilizzata dal “blocco occidentale” (composta da Ue e Stati Uniti) è quella di influenzare sottilmente e persuadere gli elettori “a fare il proprio bene“, a votare “in conformità con l’ordine internazionale“. Gli elettori inglesi che hanno votato Brexit, tanto come quelli che hanno optato per Trump negli Usa, sono stati infatti accusati di essere dei “distruttori” del sistema e dei barbari.

Ora la stessa cosa potrebbe accadere agli italiani che il 4 dicembre voteranno per il No: la “macchina della paura” si è messa già in moto. Gran parte della stampa internazionale e delle cancellerie europee tifano apertamente per Renzi, descrivendolo come un “argine” rispetto al cosiddetto populismo.

Questa cantilena che si ripete ormai da mesi, innalzandosi da Londra fino a Washington passando per Roma, è un segno della crescente paranoia del mondo occidentale. La paranoia, in linguaggio clinico, è un classico esempio di delirio persecutorio: il paranoico si crea un sistema di convinzioni personali basate sulla diffidenza o sul sospetto che tutti “stiano tramando” contro di lui.

E’ paradossale: proprio ora, in un momento in cui il “complottismo” è più che mai inviso alle classi dirigenti occidentali, stiamo assistendo a un delirio complottistico dell‘èlite che (teoricamente) afferma di combattere i complottisti.

Il blocco occidentale vede ogni elezione e ogni suffragio universale come un possibile atto di tradimento e di sedizione contro l’ “ordine costituito”: ogni critica al sistema economico vigente, o al sistema di relazioni internazionali, viene vista come possibile frutto della propaganda russa partorita dal Cremlino.

Proprio la Russia, assieme al “populismo”, è diventato l’oggetto feticistico della paranoia delle classi dirigenti occidentali: il fallimento, palese, dell’Occidente di costituirsi come una società prosperosa e armoniosa viene imputato così a “nemici esterni” o a quinte colonne interne. La disgregazione, ormai evidente, dell’Unione Europea viene così ricondotta all’opera del “cattivo” Putin, e non a un inevitabile processo di degenerazione dovuto alle numerose falle del progetto Europa.

Il processo paranoico dell’Occidente rappresenta certamente un vero pericolo per la democrazia. Anche per questo motivo, oltre che per ragioni di merito e di metodo, è ragionevole recarsi alle urne il 4 dicembre e votare un No convinto contro ogni paura indotta da poteri stranieri interessati a diffondere un delirio paranoico.

 

 

Votiamo No contro la paranoia occidentaleultima modifica: 2016-11-30T12:21:58+00:00da giacomo-giglio
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