Il Novecento se ne sta andando

In foto: Fidel Castro stringe la mano ad Enrico Berlinguer

In foto: Fidel Castro stringe la mano ad Enrico Berlinguer

di Giuseppe Lupoli

 

Ieri sera è morto Fidel Castro. Un gran pezzo della Storia del Novecento se n’è andato. Il personaggio è uno di quelli che divide fortemente; c’è chi lo considera un gran rivoluzionario che ha liberato il suo popolo e chi crede, invece, che sia stato un dittatore che ha oppresso per decenni milioni di persone. Un aspetto che, sicuramente, troverà tutti d’accordo è il fatto che la sua dipartita significhi che il Novecento, quello che tutti noi abbiamo studiato a scuola, se ne sta andando lentamente via.

È stato sempre così; con la fine delle generazioni che hanno vissuto un certo periodo storico, finiscono i testimoni e ci si allontana da avvenimenti storici che, diventando più distanti cronologicamente, dovrebbero divenire meno dolorosi da analizzare. Le ferite rimarginate – derivanti da conflitti o dittature – dovrebbero essere più facili da affrontare. Ormai, abbiamo poche personaggi, in vita, che abbiano attraversato gli avvenimenti storici mondiali del “Secolo Breve” da protagonisti – come Fidel Castro.

La Guerra Fredda ha significato tensioni decennali e paure del rischio atomico. Era un periodo di ideologie in cui le persone si battevano – anche (in alcuni casi) erroneamente – per i propri ideali. Il disgelo tra Cuba e gli Stati Uniti si spera che significhi, invece, l’inizio di un periodo di prosperità e pace da entrambe le parti.

Il potere rappresentato da Fidel Castro, come di altri personaggi rilevanti del Novecento, è stato raccontato da video, foto e rappresentazioni, quasi unicamente ufficiali, che hanno portato aura e prestigio alla figura del capo di stato o di governo, cioè di colui che possiede ed incarna il potere. All’epoca, difatti, non esistevano tweet o selfie che rendessero più umano o “amico” un personaggio di tal livello, come attualmente accade – facendo perdere quella sacralità che i ruoli di comando hanno sempre avuto.

 

Ecco, uno degli aspetti che più si sta perdendo con la scomparsa di certi personaggi: è l’idea che il potere, difficile da conquistare, sia anche un grosso onere da portare sulle spalle e non tutti siano quindi in grado di reggere un tale sforzo (che richiede qualità fuori dal comune). Ai giorni nostri, come l’elezione di Trump ci insegna, anche il personaggio che appare più cafone, meno colto e d autorevole, può ricoprire ruoli di primo piano e decidere le sorti del mondo. Il messaggio degli ultimi anni, è stato, infatti, che bisognasse unicamente fare i “piacioni” per accattivarsi la simpatia di popolazioni sempre più distratte e menefreghiste. Questo per dire che (senza elogiare nessuno) certi personaggi entreranno nei libri di storia e non faranno solamente da comparsa in un tag o in un selfie.

Il Novecento se ne sta andandoultima modifica: 2016-11-26T13:18:17+00:00da giacomo-giglio
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