David Bowie: l’icona pop immortale

 

Il manifesto dedicato a David Bowie (Torino Film Festival)

Il manifesto dedicato a David Bowie (Torino Film Festival)

 

di Vittorio Sabatini

 

Nel 2016 sono ritornati in auge i musicisti di lungo corso. I recenti lavori di Iggy Pop, Brian Eno, Nick Cave e Leonard Cohen, lungi dall’essere sul viale del tramonto, hanno goduto di positivi riscontri di critica e pubblico, guadagnandosi di diritto un posto nelle classifiche di fine annata. Il capostipite di questa serie è stato David Bowie. Sembra passato un secolo, nel tempo della cronaca in cui siamo immersi, ma è trascorso meno di un anno dalla sua inaspettata scomparsa, a distanza di due giorni dall’uscita del nuovo album Blackstar (simboleggiato ★). Numerose sono state in tutto il mondo le testimonianze d’affetto, nonostante il decennale ritiro dalle scene per problemi clinici, e, a sorpresa, si è inaugurata una ricca stagione di eventi celebrativi.

In Italia è riuscita a sbarcare, in seguito a estenuanti attese e trattative, la mostra di successo David Bowie Is, partita per il giro del mondo tre anni fa, dopo l’esposizione al Victoria and Albert Museum di Londra. Allestita nella stupenda cornice museale del MamBo di Bologna, dal 14 luglio fino al 13 di novembre, ha richiamato pure volti noti dello spettacolo come Amanda Lear, Max Pezzali e Chad Smith. I visitatori, giunti anche dall’estero, hanno potuto ammirare dal vivo l’esposizione dei costumi di scena e del materiale personale, in un’esperienza multimediale senza precedenti.

La 34esima edizione del Torino Film Festival ha voluto omaggiarlo, dedicandogli il manifesto della kermesse, in cui viene ripreso un fotogramma del musical Absolute Beginners di Julien Temple (guest director della passata edizione). Per chi non lo sapesse, Bowie è stato un ottimo attore, sia di cinema che di teatro. In particolare, memorabile il suo esordio come alieno nel film di fantascienza L’uomo che cadde sulla terra, e le sue interpretazioni nel fantasy adolescenziale The Labyrinth e nel film di guerra Merry Christmas, Mr. Lawrence (Furyo). Tra l’altro, avrebbe dovuto far parte del cast dell’attesissimo sequel di Twin Peaks, in uscita nel 2017. Nel 1992, infatti, era apparso in un enigmatico cameo nel prequel cinematografico della serie, realizzato da David Lynch in seguito alla chiusura anticipata decisa dal network ABC.

Negli stessi giorni, all’interno della mostra che omaggia Gus Van Sant presso il Museo del Cinema, sono esposti alcuni scatti fotografici realizzati dal regista statunitense al Duca Bianco. Lo scorso mese, inoltre, la casa editrice il Saggiatore ha dato alle stampe Sono l’uomo delle stelle, in cui viene ripercorsa la figura sperimentatrice dell’artista e le innumerevoli trasformazioni incarnate, attraverso le interviste rilasciate nel corso di 35 anni di carriera e i contributi critici apparsi sulle maggiori riviste americane e inglesi.

Dawid Bowie: instancabile innovatore

Dawid Bowie: instancabile innovatore

 

Proprio in Inghilterra, per celebrare quello che sarebbe stato il suo 70esimo compleanno, si terranno una serie di concerti benefici, dal titolo “Celebrating David Bowie”, con ospiti ancora da definire. Sempre il prossimo gennaio, la BBC ha annunciato che trasmetterà un documentario riguardante i suoi ultimi cinque anni di vita, con immagini d’archivio inedite, denominato The Last Five Years (ideale seguito di Five Years uscito nel 2013). Si parlerà anche del musical Lazarus, che ha debuttato lo scorso anno a New York e di cui è stato realizzato un album inciso il giorno della prematura scomparsa.

In suo ricordo è stata da poco aperta, su Kickstarter, una campagna di crowdfunding di £ 100.000 per finanziare la costruzione di una statua a Londra, da situare nel luogo dove suonò per la prima volta i brani di Hunky Dory.

David è stato indiscutibilmente una fonte di ispirazione in molteplici campi artistici e ci ha lasciato un’importante eredità di pensiero da custodire: la libertà di rompere gli schemi preconfezionati dalla società, l’accettazione del diverso, la vanità delle opere terrene. Fino all’ultimo istante ha lavorato senza sosta, nell’affannosa ricerca di portare a compimento gli ultimi slanci della propria vena creativa, e, notizia mai smentita, ha deciso lui stesso di porre fine al tormento inflittogli dalla malattia. Al di là delle maschere indossate dal personaggio, Bowie rimane una delle figure centrali nel panorama culturale contemporaneo, il cui oblio sembra rimandato a data da destinarsi.

David Bowie: l’icona pop immortaleultima modifica: 2016-11-21T09:12:07+00:00da giacomo-giglio
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