L’Occidente in crisi e l’ossessione Putin

 

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di Giacomo Giglio

 

Putin è il nemico perfetto per l’Occidente, tanto che ormai da mesi il presidente russo è diventato una sorta di ossessione per molta parte dei giornali e dei media europei e americani.

Se si guarda allo stato presente della nostra società, ciò non deve stupire: l’Occidente si trova in una crisi politico-economica forse irrecuperabile, le sue elites politiche sono sul punto di essere screditate in vari paesi, specie dopo il risultato del referendum britannico e dopo la (parziale) vittoria di Viktor Orban nel referendum ungherese del 2 ottobre scorso.

Le elites liberali, che hanno gestito la situazione dalla fine della Seconda guerra Mondiale, sono in modalità panico: gran parte della popolazione, e specialmente la parte più povera da un punto di vista del reddito e con maggiori difficoltà di trovare un impiego stabile, è sul punto di esplodere – almeno da un punto di vista elettorale.

La precarietà dilagante, l’incredibile diseguaglianza di patrimonio e di reddito, la mancanza di valori morali e spirituali, il calo della natalità: tutti questi sono segni “mortuari” per la civiltà in cui viviamo. Il timone del comando è in mano agli Stati Uniti, ma gli Usa di oggi sono ancora certamente una superpotenza, ma negli ultimi decenni hanno smarrito qualsiasi capacità di indirizzare il mondo. Il fallimento delle guerre “americane”, dall’Afghanistan all’Iraq, è un segnale chiaro di declino ineluttabile.

È evidente che Putin, per molte ragioni, incarni una visione del mondo e della politica ancora vitalistica: Putin ha un progetto di rinascita per la sua nazione, Putin ha restaurato parzialmente la forza del proprio esercito, Putin ha il coraggio di opporsi perfino all’Impero americano. Tutto ciò provoca un fremito di ammirazione in una parte non trascurabile delle opinioni pubbliche occidentali.

La Russia non è certo il paradiso in terra ed è un paese con molti problemi, Putin non è un uomo infallibile. Ma l’impressione di molti europei è la seguente: lo “Zar” almeno dà l’impressione di poter influire sulla realtà, di poter utilizzare il suo potere per portare a termine qualcosa.

Il dramma – per le elites liberali – è che molti cittadini occidentali ormai sono così disillusi e stanchi di queste democrazie decadenti da poter considerare credibilmente qualsiasi alternativa.

L’Occidente in crisi e l’ossessione Putinultima modifica: 2016-10-21T09:35:58+00:00da giacomo-giglio
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