Putin vince soprattutto nella “periferia” della Russia

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di Jean Sebastian (con integrazione della Redazione)

 

Lo scorso 18 settembre la Russia ha votato per il rinnovo della Duma (l’assemblea legislativa nazionale): un test da tempo atteso per saggiare il consenso di Vladimir Putin dopo due anni di recessione economica e, soprattutto, a posteriori dell’intervento armato in Siria a difesa del governo Assad.

A livello generale, il test è ampiamente superato (sebbene l’affluenza sia calata di ben 12 punti percentuali): “Russia Unita”, il partito del presidente, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi.

Analizzando il voto russo, per la sua distribuzione delle preferenze e dell’affluenza, è importante notare non solo il dato nazionale ma molto interessante anche le dinamiche elettorali in alcune aree specifiche del Paese più vasto del mondo. 

La parte più remota della Russia, (nell’estremo oriente) rispetto alla sua Capitale e San Pietroburgo ha confermato un’ottima fiducia per il partito di governo, con una percentuale oltre la media nazionale e registrando anche una buona affluenza, sempre superiore alla media del Paese. Segno che Mosca con le sue politiche nazionali, non è lontana da nessuna parte del Paese. Ancora più interessante è da notare il plebiscito per il partito di Putin, (94%) oltre ad una affluenza record che supera il 90 % nelle regioni russe caucasiche non distanti dal Medio Oriente in fiamme.
Questo dato può riflettere il fatto che quella parte di popolazione russa non distante da quel Medio Oriente destabilizzato, (Iraq, Siria e fallito colpo di Stato in Turchia) si senta al sicuro con le politiche di Mosca, volte ad un impegno militare per la lotta al terrorismo, al fine di portare pace in tutta l’area mediorientale.

Putin vince soprattutto nella “periferia” della Russiaultima modifica: 2016-09-20T12:40:57+00:00da giacomo-giglio
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