Corea del Nord: un viaggio che segna per la vita

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Questo è un reportage che ci ha inviato Barbara Provvedi, che ha visitato la Corea del Nord nell’agosto scorso.

 

di Barbara Provvedi

 

Arriviamo a Pechino, dopo 8 giorni di viaggio nella Repubblica Popolare Democratica di Corea e ci pervade inaspettata l’identica sensazione di aver rimesso piede sul Pianeta Terra. Per noi terra è Pechino, nella Repubblica Popolare cinese, dove persino qui il socialismo pare abbia assunto sembianze “umane”.

Tutto ha inizio l’11 agosto 2016, con la partenza verso la Corea del Nord assieme a 11 clienti e la consapevolezza di ciò che tecnicamente la destinazione potesse offrire, senza però sapere a quali emozioni sarei andata incontro nel visitarla.

 

Perché vai in vacanza in Corea del Nord?” chiedono in molti. “Cosa c’è da  vedere?”  Le domande ricorrono spesso tra i non addetti ai lavori. Mi occupo di turismo e lavoro per un tour operator fiorentino specializzato in viaggi culturali, etnografici.  Da anni proponiamo itinerari nel “Paese del Caro Leader” ma l’estate 2016 ha avuto un boom di richieste inattese: l’ultima destinazione per i veri avventurosi in cerca di emozioni proibite. L’ultima meta dei viaggi esotici è la COREA DEL NORD!

 

Avventura da pionieri

 

Molti sono i motivi per visitarla: innanzitutto il viaggio rappresenta l’opportunità unica di toccare con mano la realtà e farsi un’idea di com’era la Cina prima dell’apertura economica.

Nell’immaginario collettivo occidentale, la Corea del Nord rimanda subito ad un senso di pericolo, ad un Paese sull’orlo di un conflitto nucleare ed è probabilmente, ad oggi, l’unico vero regime socialista rimasto ancora in piedi.  E questo è senz’altro sufficiente a spiegare perchè, negli ultimi anni, il turista sia sempre più allettato dall’idea di essere un “pioniere” in cerca di un viaggio lontano dai luoghi comuni.

Le cose infatti stanno cambiando nel cosiddetto “Paese eremita” e Kim ha dato da tempo il suo benvenuto ai turisti stranieri.

 

A partire dal gennaio 2013 il governo nordcoreano ha revocato il divieto di introdurre telefoni cellulari nel paese e ogni visitatore straniero ha la possibilità di viaggiare “liberamente” con la propria macchina fotografica – che sia vintage con rullino o super tecnologica da sembrare un bazooka.

Tuttavia, se da un lato si nota una maggior apertura al turismo, dall’altro è necessario tenere sempre a mente che viaggiare in Corea del Nord è certamente possibile ma solo attraverso gli appositi canali ufficiali, cioè le agenzie autorizzate dal regime. Attenzione: niente è improvvisato durante il viaggio, per cui “avventurieri all’insegna dell’improvvisazione” rassegnatevi in partenza.

Distese sconfinate di verde

I nostri 8 giorni nordcoreani sono sempre stati perennemente accompagnati, direi quasi scortati, dalle nostre tre dolcissime guide, ideologicamente inflessibili! Persone molto corrette e decise, se una cosa non si può vedere è inutile insistere, ma se possono vengono incontro alle esigenze del turista che comunque, è bene ricordarlo, viaggia su percorsi paralleli rispetto a quelli dei coreani. Il programma di viaggio concordato in Italia con il corrispondente locale viene completamente stravolto, rivoluzionato, ma non impoverito dal punto di vista dei contenuti, tanto che molte visite sono state aggiunte sul momento. Ovviamente l’itinerario di viaggio non è tutta esaltazione propagandistica ed oltre alle “ricchezze politiche” che orgogliosamente le nostre guide ci mostrano come, ad esempio, i monumenti faraonici dei Leader, il museo della guerra, il mausoleo dove vi sono le salme dei due primi Kim, nonno e padre dell’attuale in carica, oltre ai poster inneggianti al partito dei lavoratori. Si scoprono anche bellezze e paesaggi di incredibile impatto! La Corea del Nord è ricca di unicità sottaciute alle grandi rotte del turismo di massa…per fortuna! Basta allontanarsi dalla capitale Pyongyang per scoprire tutto il fascino e la meraviglia dei paesaggi naturali nord coreani. Distese sconfinate di verde, campi coltivati in ogni suo millesimo quadrato con una precisione che sembrano disegni di eleganti tappeti, scorci offerti da fiumi e laghi spesso incontaminati vista la tragica mancanza di sviluppo economico e templi buddisti rimasti salvi dopo tante atrocità.

Ma vorrei scoraggiare il viaggiatore collezionista di timbri sul passaporto: aver concluso chissà quante volte il giro del mondo non è ragione sufficiente per ritenersi pronti per un viaggio in Corea del Nord.

 

A casa i pregiudizi

 

Si affronta un viaggio in Corea del Nord scrollandoci di dosso ogni minimo pregiudizio e sforzandoci al massimo ogni giorno e istante di dimenticare cosa abbiamo lasciato e da dove siamo venuti. Resettare è senz’altro la cosa migliore, o almeno provare a lasciarsi alle spalle la nostra realtà di occidentali. E dico questo con assoluta certezza, anche e soprattutto alla luce della mia esperienza professionale nel campo turistico, proprio perché è stato il viaggio più difficile a livello mentale che abbia mai dovuto affrontare.

La sensazione che si ha da subito è che niente è lasciato al caso, tutto è già preparato e previsto! Vi sarà data la possibilità di essere non gli spettatori bensì i protagonisti di un viaggio nel cuore del Grande Fratello di Orwell, provare per credere.

Corea del Nord: un viaggio che segna per la vitaultima modifica: 2016-09-13T09:04:28+00:00da giacomo-giglio
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