Perchè lo Stato islamico colpisce durante il Ramadan

Karrada

Il seguente articolo è una la traduzione di un articolo in lingua inglese apparso sul sito BBC (link: http://www.bbc.com/news/world-middle-east-36703874), a cura di Shiraz Maher.

 

Si ritiene che siano più di 160 i morti nel terribile attacco di domenica a Baghdad. E’ solo uno degli otto diversi attacchi che si ritiene siano stati effettuati dal cosiddetto Stato Islamico (IS) nel corso dell’ultimo mese – il mese islamico del Ramadan.

In totale, più di 300 persone sono morte in tali atrocità: da Orlando a Dacca, passando  per Istanbul.

Il Ramadan è visto tradizionalmente come il mese più sacro e spirituale del calendario islamico: un tempo di penitenza e di temperanza.

Per 30 giorni, i musulmani si astengono dal cibo e dalle bevande durante le ore di luce del sole e credono che Dio sia più indulgente in questo periodo.

Le moschee sono di conseguenza più piene del solito, stipate di fedeli che cercano la misericordia e la benedizione divina.

A fianco del puritanesimo ascetico delle masse, vi è però l’opinione dei radicali islamici, che considerano il Ramadan come un mese di conquista e di saccheggio.

Essi credono che sia il momento opportuno per raddoppiare la loro guerra millenaria contro la civiltà, aumentando di conseguenza gli attacchi terroristici.

Infatti, la branca ufficiale di al-Qaeda in Siria, il Fronte “Al Nusra”, lo ha recentemente descritto come “un mese di conquiste”.

Mentre si avvicinava il Ramadan, il portavoce dell’Isis Abu Mohammed al-Adnani ha detto ai sostenitori in tutto il mondo: “Preparatevi, bisogna essere pronti a fare un mese di calamità in tutto il mondo per i non credenti … l’avviso è rivolto soprattutto ai combattenti e  sostenitori del califfato in Europa e in America.

Questo è lo squillo di tromba che probabilmente ha innescato i lupi solitari come Omar Mateen, che ha massacrato 49 festaioli in un bar gay a Orlando, in Florida, dopo aver giurato fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi, il sedicente Califfo che attualmente sta governando su una porzione significativa di Siria e Iraq.

 

“IL SENTIERO DI ALLAH”

 

La credenza nel Ramadan come un mese di guerra viene dalla stessa storia islamica.

Il Profeta Muhammad condusse il suo primo jihad, conosciuto come la battaglia di Badr, durante il Ramadan nel 624.

Otto anni più tardi conquistò la Mecca durante il mese di Ramadan, catturando in tal modo la città che ospita uno dei luoghi più sacri dell’Islam oggi: la Kaaba.

Tutto ciò alimenta la convinzione radicale che la jihad sia, di per sé, molto più di una semplice azione militarista. La jihad è vista anche come un atto di culto simile agli altri atti rituali ordinari e si combatte “fi sabil Allah” (sulla via di Allah).

Abdullah Azzam, che viene spesso definito come “il padrino della Jihad moderna” (perché ha guidato i combattenti stranieri arabi originali in Afghanistan nel corso del 1980), ha sostenuto che “trascurare la jihad è come abbandonare il digiuno e la preghiera.”

 

In seguito, ha scritto, “la jihad è la più eccellente forma di culto, e per suo mezzo il musulmano può raggiungere il più alto dei ranghi [del Paradiso].”

 

INTERPRETAZIONI ESTREMISTE

 

I musulmani ordinari giustamente si distanziano da questa interpretazione della Jihad e dalla visione “combattiva” del mese di Ramadan.

Per loro è un mese di moderazione e di riflessione – ma tale è la crisi dell’Islam moderno che le interpretazioni estremiste della stessa idea sono quasi del tutto separate dalla comprensione normativa.

Una mente radicale pensa così: se durante il mese sacro la preghiera e l’elemosina supplementare sono incoraggiate, allora perché non dovrebbe essere autorizzato anche lo spargimento di sangue in nome di Dio?

Vedetela in questo modo e capirete con precisione la linea di ragionamento che ha dato origine a un così tragico e raccapricciante bottino di morti.

 

Shiraz Maher è un membro del Dipartimento di War Studies del King College di Londra e direttore del Centro Internazionale per lo studio della radicalizzazione (ICSR). Egli è l’autore di “Salafismo-Jihadismo: La storia di un’idea”.

Perchè lo Stato islamico colpisce durante il Ramadanultima modifica: 2016-07-05T15:00:00+00:00da giacomo-giglio
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