Pronti alla morte

Conte

di Dalila Giglio 

 

Il tifo calcistico conosce ragioni che la ragione non conosce.

Lo sanno bene gli italiani, che in occasione dei Mondiali e degli Europei si riscoprono tifosi incalliti: uomini e donne, grandi e piccini, seguaci del calcio e non, la Nazionale mette d’accordo tutti.

Poco importa che non si seguano il Campionato e le altre competizioni calcistiche nazionali e internazionali, che non si abbia la più pallida idea di quali squadre giochino nella massima serie, di chi abbia vinto l’ultimo scudetto e di chi sia stato retrocesso in B, men che mai di cosa siano il fuorigioco o il catenaccio; quando gioca l’Italia siamo tutti sfegatati tifosi, brillanti cronisti ed esperti allenatori.

Quando la Nazionale scende in campo non ci siamo per niente e per nessuno e, nelle ore immediatamente successive alla partita, non ammettiamo argomenti di conversazione non afferenti alla stessa.

Ogni match è vissuto come un lungo travaglio alla fine del quale si gioisce scompostamente per la vittoria immeritatamente conquistata a seguito di una partita mal disputata o ci si dispera teatralmente per una sconfitta determinata da un arbitraggio sfavorevole e dalla sorte avversa (non sono contemplati scenari differenti nella mente di un tifoso italiota).

Il campo di calcio come campo di battaglia: noi, il Popolo Italiano e i suoi 11 eroi, capitanati dall’allenatore, e gli Altri, il resto del mondo, quelli da battere a tutti i costi, ne va della dignità del Paese.

Già, perché è solo quando gioca la Nazionale che tutti, ma proprio tutti, anche quelli che fingono disinteresse per il calcio, si ricordano di essere italiani, di essere orgogliosi di essere tali, di essere un unico popolo che vive nello stesso territorio, poco male se assai variegato.

Quegli undici in campo che corrono, cadono, si rialzano, urlano, inciampano, mettono giù l’avversario, protestano con l’arbitro, esultano esageratamente ad ogni rete, mandano baci alle compagne sugli spalti, alzano il dito al cielo ringraziando Dio, ci riportano alla mente la nostra identità, le nostre radici, la nostra essenza di grande nazione.

Non dovrebbe essere così, o almeno non dovrebbero essere le partite di calcio della Nazionale le uniche circostanze in cui ci sentiamo davvero italiani, con la mente e con il cuore, individui “pronti alla morte” pur di difendere la Patria e chi la popola.

Eppure è così: l’Italia in campo ci fa battere il cuore, ci fa correre in strada a suonare il clacson e sventolare il tricolore per la gioia, ci fa venire gli occhi lucidi durante l’Inno. Ci ricorda quanto è bello il nostro paese, con le sue differenze e le sue contraddizioni, e per qualche interminabile attimo, ci fa pensare che dovremmo fare tutto il possibile per renderlo il posto migliore in cui vivere, anziché abbandonarlo a se stesso scegliendo la fuga verso altri lidi.

Forza, azzurri!

Pronti alla morteultima modifica: 2016-06-22T13:15:16+00:00da giacomo-giglio
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